Negli ultimi giorni di gennaio 2025, la tranquilla località sciistica di Roccaraso, in Abruzzo, è stata al centro di un evento straordinario che ha suscitato preoccupazione tra le autorità e la popolazione locale. Successivamente alla pubblicizzazione della località da parte di Rita de Crescenzo, influencer e Tiktoker partenopea, circa 10.000 persone, in gran parte provenienti dalla Campania, hanno invaso la cittadina, arrivando a bordo di oltre 220 pullman.
Il problema
L’afflusso improvviso di migliaia di persone a Roccaraso è parte di un fenomeno più ampio che riguarda il turismo organizzato a basso costo, spesso veicolato attraverso i social media. Negli ultimi anni, gruppi di viaggio informali e agenzie turistiche hanno sfruttato la popolarità di piattaforme come TikTok per promuovere esperienze a prezzi contenuti, attirando un pubblico vasto, spesso giovane. Questo modello di business ha generato eventi simili in altre località turistiche, evidenziando sia le opportunità che le criticità di un turismo sempre più influenzato dal web. Ma c’è altro. La principale attrattiva dietro alla località abruzzese è stata il fatto che questa offrisse prezzi accessibili. In un paese dove la situazione lavorativa è sempre più in crisi, l’opportunità di farsi una vacanza senza dover fare grandi rinunce è risultata ghiotta.
Le conseguenze sulla cittadina
L’arrivo simultaneo di migliaia di turisti ha messo a dura prova Roccaraso, una località abituata a gestire flussi turistici ma non a un numero così elevato di visitatori in un’unica giornata. Le strade sono state congestionate, le strutture ricettive e di ristorazione sovraffollate e la sicurezza pubblica ha dovuto affrontare momenti di tensione per gestire il caos.
Le autorità locali hanno espresso preoccupazione per l’impatto di questa “invasione” sulla comunità e hanno richiesto interventi per evitare che eventi simili possano ripetersi in futuro senza un’adeguata organizzazione e controllo. Inoltre, l’assenza di neve ha reso evidente come il turismo generato dai social media possa essere scollegato dalla realtà del territorio, con il rischio di compromettere l’esperienza dei visitatori e creare un afflusso difficilmente gestibile per le infrastrutture locali.
Indagini e sospetti di illeciti
L’episodio ha portato all’apertura di un’indagine per chiarire l’organizzazione delle gite e verificare eventuali attività illecite. Questo perché il biglietto per i pullman era spesso venduto a prezzo basso ( ca. 38 euro) dagli influencer stessi e da persone non munite di partita IVA. Ma potrebbe esserci dell’altro. Tra le ipotesi al vaglio della magistratura vi è quella del riciclaggio di denaro. Le forze dell’ordine stanno cercando di comprendere se dietro queste offerte low-cost vi siano operazioni poco trasparenti o se si tratti esclusivamente di un’iniziativa commerciale legittima.
Nel frattempo, le autorità hanno monitorato la situazione per prevenire un’eventuale replica dell’evento nella domenica successiva. Grazie a un’allerta diffusa e alle condizioni meteo avverse, non si è verificato un secondo afflusso di massa, scongiurando il rischio di nuovi disagi.
