WAR PONY/ Lo “schema” che rovina il film sugli indiani d’America

Per anni, la mitologia western ci ha raccontato i nativi americani – i cosiddetti indiani o pellirossa – come tribù selvatiche con la propensione a uccidere i bianchi, gli americani importati; dopo la revisione storica degli anni ’60, la favola non è più stata raccontata allo stesso modo, ma gli eredi di quegli indiani sono perlopiù nascosti dalla vista e dal racconto, relegati nelle riserve, oggi come allora. Tra i pochi film o racconti dedicati a questa realtà c’è War Pony, esordio alla regia dell’attrice Riley Keough (coadiuvata dalla produttrice Gina Gammell) premiato a Cannes come migliore opera prima e in concorso al Torino Film Festival 2022.

Il film racconta le vite di un gruppo di ragazzi della riserva Oglala Lakota di Pine Ridge, in South Dakota, in condizioni di povertà e degrado, tra ragazzi che non riescono ad avere un lavoro stabile e di conseguenza non possono mantenere i figli e bambini privi di educazione e punti di riferimento che possono solo contare sulle loro forze, in attesa di svolte o colpi di fortuna. Le due registe scrivono assieme a Franklin Sioux Bob e Bill Reddy un dramma ambientato tra veri discendenti dei nativi, nella vera riserva…