«Voglio coppe e scommesse, come nel calcio. Gallinari? Presto avremo più italiani»- Corriere.it

di Flavio Vanetti

Parla Mr. Nba: «David Stern aveva uno stile differente, ma da lui ho imparato molto. Possiamo crescere anche in Europa: vi racconto la trattativa con Fiba e Eurolega»

Figlio di ebrei americani, avvocato prima di diventare — nomina dello Sport Business Journal — uno dei dirigenti sportivi più influenti al mondo, Adam Silver sta completando l’ottavo anno da commissioner della Nba. Nel 2014 David Stern, mancato il primo gennaio 2020, gli affidò un’eredità non facile perché legata alla sua figura carismatica. Silver, tipo diplomatico ma dalla scorza dura (ha radiato Donald Sterling, ex patron dei Los Angeles Clippers per razzismo), ha dovuto navigare tra vari problemi (la pandemia il più recente) e nel contempo ha pensato a uno schema di sviluppo che facesse emergere la sua personalità rispetto a quella del predecessore. Parla di «tecnologia aumentata», di un nuovo modo di avvicinare i tifosi e, soprattutto, di un piano relativo all’Europa sul quale la discussione è appena cominciata.

Si aspettava un recupero così di successo nonostante l’emergenza sanitaria?

«Ero fiducioso, anche se rimane un enorme livello di incertezza legato alla pandemia. Grazie alla collaborazione con gli esperti dell’area medica, con l’Associazione…