Vlahovic, mi ricorda Cocciante: era già tutto previsto

Ho passato la giornata di ieri a leggere di Vlahovic. Sia su quella che viene indicata come stampa specializzata, sia sui vari social. Vuoi che essi siano FaceBook o semplici chat di amici.

La bellezza del libero pensiero è che permette a tutti di avere ragione. O almeno di poterla esprimere, che mi sembra più corretto. Io non voglio insegnare a nessuno, né tantomeno dare la mia versione come se fosse il Verbo. Sono un amante di calcio (vado allo stadio da 40 anni), ma i conoscitori, gli esperti sono altri.

Partiamo dalle origini. Vlahovic approda a Firenze tramite le amicizie di Corvino. Come si diceva una volta: brufoli, pantaloni corti e naso caccoloso. Insomma un bambino. Era Della Valle. Una marcia in più da subito. La Primavera della Fiorentina, a quel tempo, era lui.

Arriva in serie A e si trova in competizione con fior di attaccanti come Cutrone e Kouame. Un’alternanza che comprendo poco, ma io di calcio non ci capisco niente. Prandelli viene chiamato al posto di Iachini e Vlahovic ha la sua occasione. Sboccia e si prende la titolarità inamovibile.

Colpe societarie

Qui si potrebbero evidenziare le colpe societarie. Perché sai che hai in mano un possibile campione. Gli rinnovi subito il contratto. Quando ancora non è esploso definitivamente. Ma forse…