Virologi alla sbarra, Bassetti: «Ripeterei quei vaffa». Galli: «Mai in tv con i no vax». Viola: «Bene così».- Corriere.it

di Margherita De Bac

Dopo tre anni di pandemia, alcuni degli «scienziati» finiti più spesso in prima pagina si danno il voto. Ecco cosa dicono di aver imparato

Nei tre anni di pandemia sono stati protagonisti di interviste su giornali, radio e televisione. Da tre anni orientano le opinioni di lettori e ascoltatori sul Covid. Da tre anni si azzuffano con gli ospiti di dibattiti organizzati proprio perché facciano titolo. E in questi tre anni di super allenamento nella palestra della comunicazione cosa hanno imparato i virologi, così chiamati a dispetto delle loro vere competenze? Quali errori eviterebbero, oggi? Rifarebbero di nuovo tutto da capo se si riavvolgesse il nastro della pandemia?

La frase sull’influenza

Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino, (che più volte ha interrotto il collegamento per lite con ospiti)si pente di una frasee. «Il Covid è poco più di un’influenza», azzardò quando tutto stava per cominciare (febbraio 2020): «Il pubblico la prese come se volessi banalizzare un rischio serio. Mi riferivo alla letalità. Sbagliai a esprimermi così. A mia difesa resta il fatto che erano le prime interviste e non ero preparato all’informazione in tempo di crisi». E adesso? «Mi sono ritarato, ho maggiore controllo del mezzo, so dove…