Veto Mattarella. La paura del centrodestra di vedersi bocciare la lista dei ministri

Roma. Ci sono due modi per minacciare il nostro presidente della Repubblica. Il primo è chiedere l’impeachment. Il secondo è invocare il semipresidenzialismo, “esautorarlo” con la promessa della grande riforma. La frase pronunciata da Silvio Berlusconi (“Se passa il presidenzialismo, Mattarella si deve dimettere”) potrebbe avere un altro scopo. Sarebbe una sorta di “intimidazione a futura memoria”. E’ vero che Mattarella, solitamente, di fronte alle stupidaggini “alza le spalle”, e quella pronunciata da Berlusconi è chiaramente una stupidaggine, anzi, qualcuno ci ha visto perfino del “dolo”, il tentativo di sabotare Giorgia Meloni. Ma questa volta è diverso. Dietro quelle parole si nasconderebbe la fragilità di una coalizione che viene già percepita come   invincibile anche grazie alle divisioni dell’altro fronte. La vittoria viene data per scontata così come viene data per certa “la variabile Mattarella”. Si tratta del veto presidenziale sui ministri che FdI, Lega, Forza Italia vorrebbero indicare. E’ quanto accaduto in passato con Paolo Savona. Mattarella si oppose. Si teme che il presidente possa farlo nuovamente. Ci sono caselle ministeriali, come Economia, Interno, Esteri, che il centrodestra sa già dovrà…