Vaticano, Torzi e bond da 30 milioni con Popolare Bari: così nasce l’estorsione


Nelle indagini dell’Ufficio del Promotore Vaticano, a quanto apprende l’Adnkronos, si ricostruisce l’escalation del rapporto tra Gianluigi Torzi – il broker arrestato per peculato, truffa ed estorsione in relazione all’inchiesta sull’acquisizione dell’immobile di Londra da parte del Vaticano – e la Segreteria di Stato a partire, tra l’altro, dalle dichiarazioni di Manuele Intendente, avvocato dello studio Ernst & Young, che poi sarebbe diventato interlocutore di Torzi per condurre la trattativa con la Santa Sede.



Intendente avrebbe specificato a verbale come nel corso di una riunione in Vaticano alla presenza, tra gli altri, di monsignor Alberto Perlasca, (responsabile Ufficio Amministrativo della Segreteria di Stato) Torzi avrebbe chiesto se gli si potesse concedere formalmente un incarico di gestione dell’immobile, visto che fino a quel momento aveva operato a titolo gratuito. Aspettativa che però, secondo le indagini condotte dal Promotore Vaticano Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi, rimarrà delusa, ingenerando l’escalation, appunto, che poi porterà a quella che per la procura vaticana è a tutti gli effetti…