Vaticano, il ‘ricatto’ di Torzi davanti al Papa


Di Mia Grassi e Tommaso Gallavotti
Il ricatto di Torzi al Vaticano anche davanti al Papa. A quanto risulta all’Adnkronos è questa l’inquietante ipotesi che emergerebbe dall’inchiesta vaticana che ha portato all’arresto del broker molisano Gianluigi Torzi per peculato, truffa, estorsione e auto riciclaggio nell’ambito delle indagini dell’Ufficio del Promotore di Giustizia Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi sull’acquisto di un palazzo a Londra da parte della Santa Sede. Un quadro desolante agli occhi del pontefice, con i suoi collaboratori più stretti che gli avrebbero portato fin dentro Santa Marta l’uomo che poi non avrebbe esitato a mettere a segno quella che per gli inquirenti è una vera e propria estorsione ai danni della Santa Sede. Con ciò lasciando Francesco, ingannato nella sua buona fede, profondamente deluso e scioccato per il “tradimento” di persone a lui vicine.


Ma vediamo come la procura vaticana ricostruisce i fatti: Torzi era entrato in contatto con la Segreteria di Stato per aiutarla a risolvere l’impasse della partecipazione al fondo Athena di Raffaele Mincione, partecipazione, secondo gli inquirenti finanziata in parte con i soldi…