«Vado ad allenarli io i bambini di Roca. Senza gioco non c’è felicità»- Corriere.it

Il «nonno d’Italia» e «allenatore nel pallone» commenta la decisione del Comune di Melendugno (Lecce) di vietare il calcio in piazza. Schierandosi dalla parte dei più piccoli

È il «nonno d’Italia» grazie alla tv ed è stato anche, per il cinema, uno spassosissimo «allenatore nel pallone». Nessuno è più autorevole di lei per esprimere un parere sulla disfida del calcio in piazza in un paese salentino. Allora signor Banfi, chi ha ragione?

«Sto assolutamente dalla parte dei bambini che si sono “ribellati”. Se serve vado in Salento e li alleno io».

Quindi il sindaco ha sbagliato?


«Decisamente. I più piccoli devono poter essere liberi di giocare per strada, in sicurezza. Loro e delle altre persone».

Lei da piccolo giocava molto in piazza?

«Guardi, io sono del 1936 e pochi anni dopo è arrivata la guerra, quindi la mia infanzia non è stata così spensierata. Poi dai 10 ai 15 anni sono stato in seminario. Ma mi ricordo che quando, da piccoli, giocavamo per strada lo facevamo con le latte vuote pur di avere qualcosa da prendere a calci».

Rispetto a qualche decennio fa, oggi il gioco all’aperto è decisamente meno frequente. In particolare col pallone. Che ne pensa?

«Io da sempre sostengo e promuovo l’importanza del gioco, dell’allegria. Della…