Usa, il killer di Higland Park aveva tentato il suicidio e minacciato di uccidere tutta la sua famiglia

CHICAGO – Si aggrava il bilancio dell‘attacco avvenuto ad Highland Park, nell’area di Chicago, durante la parata del 4 luglio: una delle 39 persone ferite è morta in ospedale e il numero delle vittime è così salito a sette.

Sul fronte delle indagini, il portavoce della polizia Christopher Covelli ha reso noti nuovi inquietanti particolari sul giovane arrestato subito dopo la strage. Robert E. Crimo, meglio noto come ‘Bobby’, 22 anni, sta parlando con gli investigatori ma finora non è stato formalmente accusato di aver aperto il fuoco all’impazzata sulla folla che assisteva alla sfilata per la Festa dell’Indipendenza.

Si sa che nell’aprile del 2019 tentò il suicidio e fu preso in carico dai servizi psichiatrici. Poi, nel settembre dello stesso anno, la minaccia di “uccidere tutti” rivolta ai familiari. In quell’occasione gli agenti sequestrarono 16 coltelli, una spada e un pugnale ma non procedettero con l’arresto perché non c’era un valido motivo e i parenti del giovane non sporsero denuncia. L’episodio fu comunque segnalato alle autorità locali.

In conferenza stampa Covelli ha detto anche che Crimo aveva acquistato legalmente cinque armi da fuoco, tra fucili e pistole, e che gli inquirenti hanno…