Urbano Cairo: «Investimenti e riforme, così il calcio italiano tornerà grande: ripartiamo dai giovani»- Corriere.it

di Andrea Sereni

«La situazione ora non è sostenibile, dobbiamo capire gli errori del passato e invertire la rotta. Serve una soluzione europea: Tebas in Spagna ha fatto benissimo»

«Il calcio italiano va ripensato. Così non si può andare avanti. Siamo arrivati a un livello esagerato, non è più sostenibile». Urbano Cairo non usa giri di parole, va dritto al punto: il nostro pallone è malato, ed è il momento giusto per intervenire. Nel giorno in cui si alza il sipario sulla quinta edizione del Festival dello Sport di Trento — titolo «Momenti di gloria», dal 22 al 25 settembre — il presidente e ad di Rcs MediaGroup e del Torino fotografa una situazione di evidente difficoltà: conti in rosso, debiti, poche risorse da investire per far crescere un movimento che zoppica, mentre gli altri corrono.

Presidente Cairo, che cosa è successo?
«Abbiamo perso treni importanti negli ultimi dieci anni. Prima il calcio italiano era secondo solo all’Inghilterra nella valorizzazione dei diritti televisivi. Tutti gli altri, dalla Spagna alla Germania, erano dietro di noi».

Poi?
«Non siamo riusciti a capire quello che andava fatto per diffondere il nostro movimento nel mondo. Cosa che invece ha fatto Javier Tebas in Spagna. Oggi la Premier League è lontanissima: una…