unica garanzia a favore del regno dei banchieri come Draghi

Leggo in queste ore di una forza politica dell’area detta genericamente ‘del dissenso‘ che si è all’ultimo tirata indietro, dacché nell’alleanza ha ritenuto di individuare presenze fasciste. Sarebbe difficile, invero, trattenere il sorriso se solo la situazione non fosse così disperata e disperante nel Paese. Se realmente quella fosse la ragione, vale a dire la presenza di forze fasciste, poco tempestiva sarebbe oltretutto la scelta di suddetta forza di abbandonare il campo. A ogni modo, mi sia consentita soltanto una telegrafica considerazione su un tema che mi è particolarmente caro già da tempo, ossia l’antifascismo in assenza di fascismo come protesi di consenso della civiltà neo-liberale del partito unico liberista: fucsia se a sinistra, bluette se a destra. Ai tempi di Gramsci o di Gobetti, l’antifascismo era sacrosanto, infatti il fascismo esisteva ed era il nemico principale. Oggi, l’antifascismo in assenza di fascismo è ridicolo. Di più, è imperdonabile. E questo anche in ragione del fatto che i cosiddetti ‘neo-fascisti’ sono soltanto tribù liturgiche folkloriche irrilevanti, buone solo a riconfermare la tesi neo-liberale del pericolo fascista permanente, magari spaccando…