Ucraina sotto shock per la resa di Azovstal: “Non avevamo scelta”

ODESSA – Chiamare le cose col loro nome, in tempo di guerra, non è mai scontato. Il governo di Zelensky sta cercando di convincere il Paese che l’evacuazione dei difensori di Mariupol dall’acciaieria non sia una sconfitta bensì l’esito, inevitabile, di una missione compiuta. “La loro resistenza – è il messaggio a reti unificate di ministri e generali ucraini che non usano mai la parola “resa” – è servita ad alleggerire la pressione su Kiev e a bloccare l’avanzata di 20 mila invasori verso Zaporizhzhia e nella regione Donetsk, consentendo al nostro esercito di riassettarsi e ricevere le armi dell’Occidente”.