Ucraina, i vecchi “cassoni” possono fare la differenza in un conflitto aperto – Libero Quotidiano

 Marco Petrelli

Da oltre quattro mesi la Guerra in Ucraina monopolizza le nostre vite, forse ancor più dei quanto accaduto col Covid. Siamo travolti da un’onda anomala di informazioni, sovente discordanti, discordanti che vorrebbero l’esercito russo incapace di fronteggiare la resistenza ucraina, la Russia sull’orlo del default e Zelensky come novello Winston Churchill contro la barbarie nazista. I russi, in vero, non stanno perdendo la guerra. Anzi, hanno ottenuto parte di quegli obiettivi posta all’inizio dell’attacco. 

Il Donbass, prima di tutto. Già, le regioni carbonifere dell’oriente ucraino a maggioranza russa e il controllo del Mar Nero nord orientale. Punta di diamante di Putin non le legioni estere, né sistemi d’arma altamente sofisticati. Ma i “cassoni”, quei vecchi aeromobili, tank e trasporto truppe che hanno già combattuto in Afghanistan negli Anni ’80, in Cecenia, in  Ossezia del sud e in Siria, dunque ampiamente testati sul campo dai vertici del Вооружённые силы Российской Федерации (Forze Armate della Federazione Russa) ed insostituibili in una campagna combattuta sempre più nei centri abitati (o nei loro pressi).

Vero,…