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di Rinaldo Frignani

Tre alluvioni in 16 anni. Un solo cantiere aperto ma non a regime. Per mettere in sicurezza gli argini servono vasche di contenimento. Non sono mai state realizzate per la burocrazia e per l’impatto ambientale

Trentasei anni per assistere impotenti ad almeno tre alluvioni, costate una ventina di morti e danni per milioni di euro, e a una miriade di episodi minori collegati comunque a ondate di maltempo che non sono stati sufficienti per spingere chi avrebbe dovuto a mettere in sicurezza il fiume Misa. Un corso d’acqua a carattere torrentizio che — come l’ingegner Alessandro Mancinelli, gi consulente del comune di Senigallia aveva spiegato tempo fa in una sua relazione sul Piano straordinario di individuazione delle aree a rischio idraulico — capace di portate nulle nel regime di magra e di piene di centinaia di metri cubi. Anche senza bombe d’acqua, evidentemente.

I lavori bloccati

in particolare dal 1986, quando sono stati stanziati miliardi per la messa in sicurezza degli argini del Misa con i Fondi per gli investimenti e l’occupazione (Fio), che si comincia a parlare di cantieri da aprire a Senigallia per evitare le alluvioni che si sono susseguite numerose fin dal 1765: solo dal Novecento sono gi state 13, le ultime tre in soli…