«Trafficante di virus», Anna Foglietta porta al cinema l’inchiesta che travolse la virologa Ilaria Capua (poi assolta)- Corriere.it

di Valerio Cappelli, inviato a Torino

La regista Costanza Quatriglio: «Una storia che riguarda tutte le donne». L’attrice: «La ricercatrice mi ha detto che è un film giusto»






«In nome del popolo italiano…». E poi è stata lei, Ilaria Capua, a finire sotto il microscopio, accusata di essere una donna senza scrupoli, «di aver fornito sottobanco ceppi virali alle aziende farmaceutiche per arricchirsi, un traffico che avrebbe diffuso virus pericolosissimi». Avida, approfittatrice. Un mostro perfetto. «Una mente criminale». Lo dice lei stessa, Ilaria Capua, nel libro da cui Costanza Quatriglio ha tratto il film «Trafficante di virus» che ha portato al Torino Film Festival, e nelle sale dal 29: «Una storia incredibile di giustizia e di lotta che riguarda tutte le donne. Ma c’è anche la felicità di lavorare in un laboratorio».

Anna Foglietta, la protagonista, ha conosciuto la virologa a inizio riprese, «per non essere condizionata, mi ha detto che è un film giusto. Ci sono uomini che vedono la bellezza delle donne e non il loro talento. Io non mi voglio mascolinizzare». E la Capua: «La leadership femminile può esistere, spesso è riconosciuta. Il mio gruppo di ricerca dopo l’inchiesta si disgregò e non ha dato all’Italia ciò di cui…