«Tra pentole e cyclette noi abbiamo capito l’Italia»- Corriere.it

di Tommaso Labate

I pionieri delle televendite: i prodotti diventati di culto. L’intuizione di Raffaele Pisu

Sepolto dalla fine del secolo scorso nel garage di qualche centinaio di italiani, o magari nascosto nel cruscotto di qualche vecchia automobile miracolosamente sopravvissuta alla rottamazione, giace l’unico modello di anti-autovelox mai venduto «legalmente» sul mercato italiano. Distribuito dalla società Valking Market con sede a Padova, ma ordinabile al telefono dopo aver composto un prefisso della provincia di Pesaro, l’anti-autovelox veniva presentato al pubblico col nome industriale, «LVX 500»; e costava praticamente meno di due multe per eccesso di velocità, 699 mila lire più Iva, prezzo al pubblico 838 mila e 800 lire, arrotondate per difetto a 838 mila. Distribuito in Veneto, ordinabile al telefono nelle Marche, «LVX 500» veniva pubblicizzato — tra le altre — anche dall’abruzzese Rete 8.

I nottambuli

Nel 1999, quindi, i nottambuli della provincia di Pescara o di Chieti, di Teramo o dell’Aquila, potevano facilmente imbattersi nella televendita che reclamizzava il miracoloso marchingegno di fabbricazione americana; che, se posizionato sul cruscotto dell’automobile, avrebbe segnalato con un «bip» l’imminente materializzarsi di uno di…