Tour de France, la stretta di mano Vingegaard-Pogacar come la borraccia di Coppi e Bartali- Corriere.it

di Aldo Grasso

Non solo un gesto di sportivit, ma un vincolo magico che stringe due grandi campioni, come se l’uno non potesse esistere senza l’altro

Nell’iconografia del Grande Ciclismo, l’immagine della stretta di mano fra Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar si affiancher a quella famosa dello scambio di borraccia fra Fausto Coppi e Gino Bartali nel Tour del 1952. Forse nella stretta di mano fra il danese e lo sloveno c’ qualcosa di pi: non solo un gesto di sportivit, di fair play ma un vincolo magico che stringe due grandi campioni, come se l’uno non potesse esistere senza l’altro.

Era l’ultima sfida sulle montagne dei Pirenei, prima della cronometro. Pogacar attacca la maglia gialla: una, due tre, quattro volte. Vingegaard risponde sempre, rischia persino di finire fuori strada (solo un’acrobazia lo salva). I due stanno volando gi per le stradine del Col de Spandelles, verso l’ultima salita, quella che porter al traguardo di Hautacam. A un tratto, lo sloveno scivola e cade. Si rialza in fretta, ma ferito e il morale dev’essersi perduto in quella cunetta dove la bici si schiantata. E qui succede qualcosa di inaspettato che sembra non appartenerci: quando la vita si accende nella grandezza, gli eroi d’Olimpia sapevano che un dio li agiva.

La…