«Torno in guerra. Se incontro Putin spero di essere armato»- Corriere.it

di Gaia Piccardi, inviata a Torino

L’ucraino, ex numero 31, una vittoria su Federer a Wimbledon 2013, premiato a Torino: «Mi sono arruolato seguendo l’istinto. I russi distruggono le infrastrutture elettriche, Kiev è al freddo e al buio. La guerra mi ha cambiato, vivi per avere vendetta»

TORINO La divisa militare ci precipita nella cronaca. Lo scorso gennaio Sergiy Stakhovsky, ucraino, 36 anni, ex n.31 del tennis, una clamorosa vittoria su Federer a Wimbledon 2013, giocava in Australia l’ultimo torneo. Il 24 febbraio, allo scoppio della guerra, si arruolava tra le fila dell’esercito di Kiev. Nove mesi dopo è a Torino, alle Atp Finals, per essere premiato. Ha preso cinque giorni di licenza.

Sergiy, come sta?

«Sono vivo».

Già molto, di questi tempi.

«È tutto surreale, ma ci si abitua».

Come è arrivato a Torino?

«Da Budapest, dove si è rifugiata la mia famiglia: mia moglie Anfisa e i miei tre figli. Ho lasciato il fronte orientale, guidato da Kiev all’Ungheria. Giovedì torno in guerra».

Cosa sta succedendo?

«Siamo in una fase nuova: i russi stanno distruggendo le infrastrutture elettriche, Kiev è al freddo e al buio. Cambia poco per i soldati ma cambia tutto per i civili. L’intensità dei bombardamenti è leggermente diminuita,…