Toninelli e Grillo hanno un problema con gli amici. E con la doppia morale

Il M5s è sempre stato tra i più grandi sostenitori del reato di traffico di influenze. Ma adesso dicono: “La questione è differente, Grillo non è decisore politico”. Il ruolo di Vincenzo Onorato e le parole dell’ex ministro dei Trasporti

Da spavaldi che erano, i grillini d’un tratto si sono fatti più realisti del re. E da quando è emersa l’indagine che vede coinvolto Beppe Grillo con l’accusa di traffico di inflenze illecite sono tutto un profluvio di distinguo: il caso è diverso, saprà dimostrare la propria estraneità. Tenui variazioni sul tema. Se è vero, per esempio, che ieri uno dei pochi commenti sulla faccenda è stato quello del deputato Francesco Silvestri, secondo cui le accuse al fondatore del M5s “sono una questione molto differenze. Grillo non è un decisore pubblico, non c’entra con la nostra legge“. E che questa mattina lo stesso ex premier Giuseppe Conte abbia detto di essere “fiducioso che le indagini dimostreranno la piena legittimità del suo operato“. 

Abbonati per continuare a leggere

Sei già abbonato? Resta informato ovunque ti trovi grazie alla nostra offerta digitale

Le inchieste, gli editoriali,…