tensione nel governo. Ma il risultato soddisfa il premier- Corriere.it

di Monica Guerzoni

Il presidente del Consiglio strattonato da Lega, Pd, Leu e Movimento 5 Stelle sulle misure anti-Covid. Alla fine la mediazione: le scuole non chiudono, il numero dei no vax dovrebbe scendere, la fascia più a rischio dovrebbe essere messa in sicurezza, alleviando la pressione sugli ospedali

Forse mai prima Mario Draghi si era sentito così strattonato dalle forze politiche, da destra e da sinistra. Come in un pericoloso tiro alla fune, capi delegazione e ministri hanno misurato la forza dei rispettivi partiti provando a portare nel loro campo (o spedire fuori campo) il presidente del Consiglio.

Se la Lega è arrivata a minacciare il non voto contro il green pass rafforzato per andare dal parrucchiere o in banca, il Pd e Leu hanno pressato il capo del governo sull’obbligo vaccinale per tutti gli italiani. Così tanto pressato, che Draghi a un certo punto ha detto basta: «Non c’è nessun Paese che pratichi un obbligo generalizzato. Non siamo nella stagione precedente, ora ci sono i vaccini. Perché dovremmo impedire alle persone di lavorare? Le piccole imprese, se le costringiamo a chiudere, potrebbero non riaprire più».

Mediazione faticosa e tesa, eppure l’ex presidente della Bce alla fine è soddisfatto e lo sono «abbastanza» anche gli…