Taiwan-Cina, il perché di una crisi (c’entra anche il ping pong)- Corriere.it

di Claudio Del Frate

Dal 1949 due governi si proclamano legittimi rappresentanti del Paese ma Pechino considera Taipei una «provincia ribelle». Nel 1971 Nixon riallaccia le relazioni con Mao e la storia cambia

La questione irrisolta della sovranità di Taiwan e delle pretese di Pechino sull’isola è in pratica una ferita irrisolta della Seconda Guerra Mondiale e della conseguente guerra tra i comunisti di Mao e i nazionalisti di Chang Kai Shek, entrambi fermi nel proclamarsi unici rappresentanti del legittimo governo cinese. La decisione della speaker del Congresso Usa, Nancy Pelosi, di visitare l’isola, ha fatto riesplodere la questione anche se da mesi la pressione militare e politica di Pechino sui «vicini di casa» è andata crescendo.

Con la sconfitta dei giapponesi e il loro ritiro dalla Cina si scatena il conflitto interno che vede prevalere nel 1949 Mao. Il suo rivale si ritira sull’isola di Formosa dando vita allo stato di Taiwan con capitale Taipei. Da quel giorno, di fatto, esistono due distinti governi che si proclamano legittimi rappresentanti della Cina e con veti contrapposti: qualunque Stato avesse riconosciuto la sovranità dell’una non avrebbe potuto intrattenere rapporti con l’altra.

La questione rimane sopita per oltre vent’anni poiché la…