Tabacci highlander, verso la settima legislatura. Come ha fatto? “Come al solito

È l’unico eletto di Impegno civico, il partito fondato con Di Maio. Ancora una volta in Parlamento. Meloni? “Metta sulla scrivania le foto di Renzi e di Salvini. Il Pd? Riparta dai diritti sociali, come dice Romano Prodi”

Tutti se lo chiedono, davanti ai risultati del voto: ma come ha fatto, Bruno Tabacci, a essere anche stavolta Bruno Tabacci? Un deputato che lo conosce bene cita non a caso proprio il titolo del film “Essere John Malkovich” di Spike Jonze: “Di questi tempi, bisogna capire come essere Tabacci, altroché”.  Antefatto: Bruno Tabacci – settantasei anni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Draghi, democristiano storico, già presidente della Regione Lombardia a fine anni Ottanta, già assessore al Bilancio nella giunta Pisapia, sei volte parlamentare, fondatore di Centro democratico – oggi rientra in Parlamento, settima volta, risultando uno dei pochi eletti in collegio uninominale per il centrosinistra a Milano, e unico eletto per Impegno civico, per il resto fermo sotto l’uno per cento e con il ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio, altro vertice della lista, fuori dai Palazzi.