“Sul Mes, Meloni dimostrerà quanto dipende da Salvini”. Parla Tinagli

L’eurodeputata dem ripercorre gli ultimi mesi, commentando l’azione del governo ma anche il dibattito congressuale interno al suo partito. “Gli interessi italiani non si difendono con veti e pugni sul tavolo”

L’ultima diatriba è sul bio carburante, ma l’elenco è davvero lungo: dal Mes all’auto elettrica, dalle banche ai balneari, fino al dossier più rovente: il Pnrr. Il rapporto tra il governo Meloni e l’Unione europea è segnato da un misto di impreparazione e sospetto verso l’Europa matrigna. Il tutto nutrito da evidenti divergenze dentro la maggioranza. Prendiamo il Meccanismo europeo di stabilità. Perché questa strenua opposizione? “C’è una confusione tra ratifica e ricorso – spiega al Foglio Irene Tinagli eurodeputata del Pd e presidente della commissione problemi economici e monetari del parlamento europeo – approvare il Mes non significa chiederne l’intervento. Ora che emergono nuove tensioni sui mercati, il meccanismo può essere un utile paracadute, come rete di protezione del fondo di risoluzione da utilizzare in caso di crisi bancarie”. Non sembra che ce ne sia bisogno, sia chiaro, “le banche europee sono solide, ben capitalizzate e hanno sufficiente liquidità anche grazie alle regole adottate negli anni…