Sui balneari Salvini tenta l’estrema difesa con Draghi: “Una parte dei miei non sarebbe d’accordo”

L’incontro a Palazzo Chigi per sbloccare il ddl Concorrenza. Il leader della Lega si giustifica parlando della contrarietà di Centinaio e di una pattuglia di irriducibili. Ma Giorgetti, Garavaglia e Fedriga hanno già concordato la mediazione col sottosegretario Garofoli. “Ancora due o tre giorni, poi si chiude”, dice il premier. Nessuna proroga in vista

S’è giustificato a modo suo. Dicendo, in sostanza, che non lo fa per cattiveria, è solo che “c’è una parte del mio partito” che quell’intesa proprio non la digerisce. Matteo Salvini in versione disarmata, pacifista per davvero ma non sulla questione, recalcitrante malgré soi. L’armistizio che il leader della Lega è pronto a firmare è quello delle spiagge. E del resto Mario Draghi è stato chiaro, ha concesso “ancora due o tre giorni” a questa negoziazione surreale, portata avanti da sabotatori di professione, che si prolunga stancamente da quasi un anno, “due o tre giorni e poi si chiude”. E finalmente, verrebbe da dire, visto che la pantomima balneare sta inceppando tutto il ddl Concorrenza, su cui incombono le scadenze del Pnrr. Insomma tra le altre cose, l’incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e il segretario della Lega è servito anche a questo: a indicare una via…