Strategia zero-Covid in Cina, prime ammissioni delle autorità sanitarie: “Applicazione troppo zelante”

PECHINO – Dalle autorità arriva un primo, vago, riconoscimento pubblico che negli ultimi giorni qualcosa in Cina è successo. Nella consueta conferenza stampa settimanale sulle misure anti-Covid (appuntamento quello di oggi particolarmente atteso) Cheng Youquan, funzionario della Commissione per il controllo e la prevenzione delle malattie, spiega che le “lamentele” riguardo alle restrizioni non sono dovute alle misure in sé ma “derivano da una loro applicazione troppo zelante” specialmente se attuate con un approccio unico, generale, che non tiene conto delle diverse situazioni. Un po’ scontato ma è già qualcosa. “La Cina si muoverà rapidamente per risolvere le difficoltà sulle quali i cittadini hanno richiamato l’attenzione”, promette. “La politica zero-Covid verrà costantemente perfezionata per ridurre il suo impatto sulla società e sull’economia”. 

Pechino prova a smorzare la tensione. E dichiara, nuovamente, di voler rafforzare la campagna di vaccinazione tra gli anziani: aumentare la percentuale, soprattutto tra gli over 80, è infatti uno dei punti cruciali per provare a riaprire il Paese. I vaccini non saranno obbligatori, ma coloro che si rifiuteranno dovranno fornire una motivazione valida.

Dopo alcuni piccoli allentamenti per ottimizzare la…