sta comprando (e stoccando) metalli e cereali. Perché?- Corriere.it

Il super-esperto di commodity, Gianclaudio Torlizzi, la inquadra come una strategia da economia bellica. La crisi di Taiwan, con la visita di Stato della Speaker della Camera, Nancy Pelosi bollata come una provocazione da parte di Pechino, innesca l’ennesimo cortocircuito con Washington. Una relazione gi messa a dura prova dai dazi reciproci e dai divieti per l’utilizzo di apparati tlc. Stavolta per sta succedendo qualcosa di insolito. Una tendenza che va avanti da quasi un anno. Che suggerisce un cambiamento profondo nella strategia da parte di Xi Jinping. Perch inaugura (e consolida) un processo di dis-accoppiamento delle economie tra Est ed Ovest del mondo acuito dalla guerra in Ucraina.

Se Mosca sta slittando verso la sfera d’influenza cinese non si pu non notare che Pechino si stia preparando a rompere gli equilibri globali delle materie prime, acquistando e stoccando metalli e cereali come mai nella Storia recente. Scrive Torlizzi che il continuo processo di ri-stoccaggio di materie prime da parte di Pechino, unito al mantenimento di una stringente Zero Covid, rappresentino chiaro segnale di un atteggiamento bellico da parte del regime cinese. A oggi la Cina detiene il 93% delle scorte mondiali di rame, il 74% di quelle di alluminio, il 68% di quelle di…