Soumahoro si autosospende tra i sospiri e il “turbamento” dei rossoverdi

La moglie, la suocera, il cognato, la villa del cognato che compare sulla Stampa, gli stipendi fantasma, la gestione oscura delle coop, i minori che hanno fame, il delitto che non si sa se c’è, il castigo che già c’è ed è mediatico, gli ex soci della Lega braccianti che dicono: “Venivi solo a farti i selfie”, gli accusati che si fanno accusatori (“chi denuncia è manipolato dai sindacati”), ma soprattutto l’istruttoria rossoverde, processo e autoprocesso finito oggi pomeriggio con l’autosospensione dal gruppo del deputato di Verdi-Si Aboubakar Soumahoro, anche invitato a dire la propria versione dei fatti a “Piazzapulita”, stasera. Tutto si tiene e tutto rischia di scoppiare attorno al caso dell’ex sindacalista e uomo-simbolo della sinistra-sinistra con gli stivali di gomma, e prima di tutto non riesce a tenersi il sottile imbarazzo dei due leader dell’alleanza Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con ricasco di telefoni che squillano a vuoto tra mercoledì sera, momento drammatico dell’istruttoria stessa, e giovedì sera, momento in cui si consegnava a una nota congiunta (di sollievo?) non soltanto la notizia dell’autosospensione ma anche la frase “il deputato ha ribadito la sua assoluta estraneità”.