soldati alle spalle, schede aperte e lavatrici in premio- Corriere.it

di Francesco Battistini

Via al voto per l’annessione. «Si può anche sbarrare no: in tal caso si segnano i tuoi dati». «O un incappucciato ti dà un calcio nei reni»

DAL NOSTRO INVIATO
KIEV — Si vota nei giardini e nei cortili. Nelle cucine e sulle scale dei palazzi. Nei bar e nei negozi. Nei mercati e sui tetti delle macchine. Niente cabine, va bene una penna qualsiasi. La croce va fatta sotto gli occhi della commissione elettorale e d’un paio di uomini incappucciati e armati. La scheda non si piega e finisce bell’e spalancata dentro urne portatili di vetro, proprio come accadde nel 2014 in Crimea, dov’era normale che i soldati di Putin controllassero il voto. «Puoi anche sbarrare sul “no” — ci racconta D.K., 46 anni, che vive a Kherson — in tal caso, loro si segnano i tuoi dati. Se invece ti rifiuti di votare, hai due scelte. O trovi lo scrutatore gentile che ti consiglia di stare attento, perché hai un lavoro e dei figli. Oppure, se non c’è nessuno che ti filma, puoi prenderti un calcio sul rene dagli incappucciati». E tu che cos’hai scelto? «Dormirò cinque notti fuori casa. E non mi farò trovare».

Minacce armate

Votare o scappare. La scelta di D.K. è la scelta di molti. Lui ha un casotto in campagna, «lo usavo per cacciare». Ci…