slogan e tesi a confronto nell’aula- Corriere.it

di Giovanni Bianconi

Gli attacchi di un avvocato. E Sciarra chiede «rispetto». L’udienza fiume su otto ricorsi di cittadini che si ritengono danneggiati dai divieti

Dopo due anni di manifestazioni e talk show, gli slogan e le tesi «no vax» sono approdate alla Corte costituzionale. Fuori dal palazzo della Consulta un piccolo drappello di dimostranti espone cartelli che rivendicano libertà; dentro uno stuolo di avvocati sostiene che l’obbligo vaccinale con annesse sospensioni dall’impiego, dallo stipendio e altre conseguenze, è contrario alla Costituzione. Oggi la materia non è più attuale perché le norme anti Covid come il contestatissimo green pass non ci sono più, e il governo ha deciso il reintegro anticipato dei non vaccinati; ma a parte le questioni di principio, restano gli interessi economici di chi vorrebbe essere risarcito dei soldi persi.

L’udienza fiume in cui sono state riunite otto cause provenienti da altrettanti giudici, che hanno ritenuto «non manifestamente infondate» le eccezioni di incostituzionalità avanzate dai legali di cittadini ritenutisi danneggiati e privati dei loro diritti, ha vissuto anche momenti di tensione. Come quando l’avvocato Augusto Sinagra, ultraottantenne di dichiarate tendenze fasciste, ha messo in dubbio…