si profila un Mattarella Bis

Chi al Quirinale? – Da uomo di Centrodestra confesso di non capire la strategia della mia parte politica. Cominciamo dall’inizio.

In preparazione della battaglia del Quirinale i Capi partito del Centrodestra si riuniscono per indicare collegialmente quale unico candidato -in nome dell’unità della Coalizione- il “federatore” per eccellenza: Silvio Berlusconi. Ribadendo l’impegno a portare sull’alto colle un esponente del Centrodestra, virtualmente maggioritario nel Paese. 

Mentre, sul versante opposto, Letta schiera il Centrosinistra sulla seguente posizione: deve essere la maggioranza governativa ad indicare il futuro Presidente. E il candidato deve possedere il doppio requisito di non figurare palesemente di parte e di saper tranquillizzare un Parlamento che teme solo di essere sciolto anticipatamente. Perché, se è vero che gli Italiani tengono famiglia, i parlamentari tengono soprattutto poltrone. 

La rottura e il rimpasto

E fin qui le rispettive posizioni appaiono assai chiare. Si tratta pertanto di andare alla prima conta, e poi trattare. Vedendo se nel frattempo Berlusconi riesce ad aumentare i voti a disposizione. Poi ecco che improvvisamente (e, ai miei occhi inspiegabilmente) avviene una rottura.

Salvini, su consiglio di un suo autorevole…