SFOOTING/ Can che abbaia proclama i suoi diritti: così cambiano i proverbi

“Passerà questo tempo indeciso / passerai anche tu / passerà un leggero sorriso / che mi sembrerai tu / passeranno emozioni, giornate / e infinite stagioni, passeremo anche noi / sì passeremo anche noi, alla fine anche noi / passeremo anche noi…” (Cristiano De André, “Nel bene e nel male”)

Cari lettorastri (amici lettori dei ComicAstri), buon 2022. Che altro dire, tra tamponi positivi e/o asintomatici? Che vita da cani… zitti e mosca… sembriamo dei pecoroni…

Alt! Fermi tutti, che linguaggio stiamo mai usando? È vero che Papa Francesco è dalla nostra parte (“…cani e gatti occupano il posto dei figli…”), ma questo linguaggio obsoleto e non più consono alla rilevanza che hanno assunto i nostri amici… quasi umani (ma, detto tra noi sottovoce, in quel quasi “c’è tutto un mondo intorno”, citazione Matia Bazar), urge drastiche modifiche.

Vabbè, poniamo per un istante di andar dietro all’onda. Che gli animali ormai trovino sempre più spazio nelle nostre vite e che sempre più spesso ne diventino anche padroni, viene confermato da alcune notizie…