«Serve una risposta europea»- Corriere.it

Nel castello più grande del mondo, 70 mila metri quadri di torri e guglie gotiche, Mario Draghi è arrivato per la sua penultima missione internazionale da capo del governo italiano. L’ultima sarà a Bruxelles il 20 e 21 ottobre ed è a quella due-giorni, al cruciale summit dei leader europei sulla crisi energetica, che guarda il Consiglio Ue informale che si chiuderà oggi a Praga. Tredici giorni per convincere gli ossi duri dell’Europa che è ora di imporre un freno al prezzo del gas, battaglia che Draghi e il ministro Roberto Cingolani combattono da quasi un anno.

L’inverno si avvicina, la pace in Ucraina è lontana e anche il capo dello Stato si spende per trovare soluzioni alla crisi. «Dobbiamo attenuare le conseguenze degli aumenti del costo dell’energia sulla vita delle famiglie e delle imprese», sprona Sergio Mattarella incontrando a Malta il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier. Nelle stesse ore a Praga il premier Draghi si spende per convincere i capi di Stato e di governo a unire le forze per contrastare gli effetti della guerra di Putin: «Per affrontare la crisi energetica dobbiamo lavorare insieme. Possiamo anche farlo in ordine parso, ma perderemmo l’unità europea».

Il concetto di «unità europea» è…