serve un cambio di marcia ma avanti con Draghi premier- Corriere.it

di Cesare Zapperi

Il segnale della Lega che dopo il nucleare attacca sull’immigrazione. Il leader smentisce le voci su un possibile addio alla maggioranza di governo

Un giorno il caro bollette, un altro il ritorno al nucleare, l’altro ancora la politica dell’immigrazione. Matteo Salvini mette sempre nuovi temi sul tavolo e invoca dal governo «un cambio di marcia» che a qualcuno fa maliziosamente sospettare una strategia di uscita dall’esecutivo post voto sul Quirinale, ma allo stesso tempo fa diffondere una nota per smentire desideri di rottura. Il segretario del Carroccio, si fa sapere al fine di evitare «fraintendimenti o ricostruzioni fallaci», non «sta progettando alcuna uscita dal governo: la Lega intende rimanerci, con Mario Draghi a Palazzo Chigi, per completare il lavoro». Di più, si coglie anche l’occasione per ricordare che il partito ha «una radicata tradizione di governo: amministra da decenni centinaia di Comuni e Regioni importanti» e, per soprammercato, quando Salvini «è stato vicepremier e ministro la Lega ha saputo raddoppiare i consensi nel giro di un anno».

(Il Corriere ha una newsletter dedicata all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Si chiama Diario Politico, è gratis, e per iscriversi basta andare qui )