Sequenziano il Dna dell’ecosistema della Groenlandia e trovano le tracce di un antico elefante. « Pensavamo vivesse solo in Nord America»- Corriere.it

di Carlotta Lombardo

Raccolto il materiale genetico di due milioni di anni fa da sedimenti in un’area del pianeta che un tempo ospitava un clima molto più caldo e che ha permesso a un ricco ecosistema di flora e fauna di prosperare. «Ci servirà per capire come affrontare i cambiamenti climatici»

«Tracce» di una grande varietà di piante, pesci, insetti, pulci, conigli, anatre, diverse tipologie di roditori e anche di alcune renne. Persino di un antico mastodonte (il mammut americano) e di plankton marino. Di pioppi e alberi decidui che di solito si trovano nelle foreste boreali e che invece sono stati trovati nella punta più settentrionale della Groenlandia dove, ora, praticamente, non c’è vita (ad esclusione di alcuni licheni e muschi). È quello che ha scoperto un team internazionale di ricercatori analizzando una serie di campioni di Dna risalenti a due milioni di anni fa e che potrebbero dimostrare come, nel deserto polare della Groenlandia, un clima molto più caldo, da 10 a 17 gradi in più, sostenesse un ecosistema che brulicava di un’ampia diversità di piante e animali. Il Dna studiato è il più antico che sia mai stato analizzato. In precedenza, il Dna recuperato più antico conosciuto aveva 1 milione di anni e proveniva da un dente di mammut…