Se l’Ue è all’avanguardia dei diritti c’entra anche il roaming

L’Unione europea ha esteso fino al 2032 la possibilità di continuare a effettuare chiamate, inviare messaggi di testo e navigare sul web mentre viaggiano in altri paesi europei

L’Unione Europea rappresenta la stella polare per molti diritti civili e di cittadinanza. La cronaca di questi mesi ne è la controprova, anche per cose più o meno frivole come il roaming. In realtà utilizzare uno smartphone è una cosa seria. Mettendo da parte le facili ironie, l’uso del cellulare fa parte della nostra quotidianità e usarlo all’estero senza pensieri è una conquista recente. Merito dell’Ue. Davvero.

 

Vi ricordate quando dovevamo disattivare i dati mobili durante i viaggi in Europa per evitare di ritrovarsi con bollette esorbitanti dovute al roaming? I più giovani neanche sanno di cosa si stia parlando visto che, già dal 15 giugno 2017, con la fine del roaming, possiamo utilizzare le nostre offerte nazionali senza pagare alcun sovrapprezzo negli altri paesi.

 

Le tecnologie digitali stanno cambiando la vita delle persone, dal modo di comunicare al modo di vivere e lavorare. Ormai abbiamo visto come pandemia di COVID-19 abbia messo in luce l’esigenza di disporre di una connettività veloce e universale. Non a caso, a Bruxelles, si sono…