sarà un lungo, freddo inverno

 

Ieri due mosse hanno segnato la radicalizzazione del conflitto in ucraina: da un lato la firma ufficiale dell’annessione alla Russia delle quattro province ucraine, dopo dei plebisciti non riconosciuti neppure da Cina e India, e dall’altro la domanda ufficiale dell’Ucraina per l’accesso accelerato alla NATO.

Due mosse che in realtà sono firme sulla carta: nessuno riconoscerà i referendum russi, la NATO ufficialmente non accetterà Kiev come partner sulla carta. Nello stesso tempo però segnano due dati di fatto perché queste regioni sono occupate da Mosca e comunque Kiev sta ottenendo impressionanti flussi di armi e aiuti dai paesi NATO, USA in testa. Proprio nei giorni scorsi Washington ha annunciato l’invio di altri 1,1 miliardi di dollari in aiuti  in armi all’esercito ucraino, quindi altri missili, altri blindati, altre armi anticarro.

La giornata di ieri segna un momento pessimo, perché indica che la guerra si radicalizza ancora di più, diventa ancora di più ideologica e quindi si allontana sia la pace sia la possibilità di una trattativa reale, che vada oltre i comunque utili scambi di prigionieri. Anche mediatori come la Turchia e la Cina vengono messi da parte in questa fase…