Roma, urla e insulti contro vicina di casa: condannata per stalking condominiale

Decidere di cambiare casa perché un vicino mette in atto comportamenti a tal punto molesti e persecutori da diventare insostenibili. Sembra impossibile, ma purtroppo può accadere. Il rischio però, per chi compie simili atti persecutori, è di essere condannato, sia in sede penale che civile, quando si configura il reato di stalking condominiale. A Roma, in una recente sentenza, una donna è stata condannata a 9 mesi di reclusione, oltre che al pagamento delle spese processuali e di una provvisionale di 1.000 euro. Ma non è tutto perché, per quanto riguarda i danni subiti dalla vittima, sarà da determinarsi in separata sede. Il reato di stalking condominiale rientra nell’ambito dall’art. 612-bis del Codice penale (Atti persecutori): “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”, si legge.

“La vicina urlava contro la mia assistita, la…