YIIK, recensione Nintendo Switch
YIIK, recensione Nintendo Switch
RPG tra il classico e il nuovo

YIIK, recensione Nintendo Switch

Che può accadere mescolando le atmosfere di un noir con richiami sovrannaturali come Twin Peaks con un impatto visivo alla South Park e una colonna sonora ipnotica? Scopriamolo assieme con YIIK.



YIIK Scheda

  • Data PAL: 17.01.19
  • Genere: avventura ruolo
  • Giocatori: 1
  • Disponibile su: PS4 Nintendo Switch PC
  • Produttore: Ysbryd Games
  • Sviluppatore: Ackk Studios

Gli RPG appartengono ad un genere videoludico che si può definire classico almeno quanto quello Platform. Si può anche dire che in fondo, il genere non abbia mai conosciuto una vera e propria flessione, agglomerando nel tempo un ottimo numero di proseliti.

Negli ultimi anni, accanto alle più blasonate saghe ruolistiche, hanno saputo farsi un certo nome anche titoli prodotti e sviluppati da vari studi indipendenti. Come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, la possibilità di avere maggiore libertà di “azione creativa” nella realtà Indie, ha potuto donare al panorama del nostro intrattenimento digitale preferito delle piccole perle sia a livello di ispirazione audiovisiva sia a livello narrativo. Esempio più che significativo lo si può fare citando lo splendido Hyper Light Drifter o il divertente ed ispiratissimo UnEpic.

Ackk Studios si cimenta in questo genere - appunto quello degli RPG - con una produzione ispirata e che racchiude in sé, come fosse una piccola antologia, un insieme di cultura pop anni ‘90 mescolata a quella dei primi anni 2000.


YIIK, recensione Nintendo Switch

Ciao, sono Alex e ho un problema...

Alex è un ragazzo abbastanza disilluso. Un ragazzo dall’aria un po’ hipster, ma con una personalità molto grunge-style. Non si stupisce più di nulla... neppure della madre che - chiaramente figlia della filosofia arrivista Yuppie degli anni ‘80 -  rimane fuori fino a tardi o addirittura non rientra a casa per cena. Rientra quindi nella sua quotinianità provinciale medio borghese senza nessun progetto in mente e con solo l’idea di passare del tempo oziando nella sua vecchia camera e lasciando scorrere così le proprie giornate prive, di fatto,  di qualsivoglia reale interesse.

Varcata la porta di casa si ritrova con il più iniquo degli impegni da figlio - ospite della propria casa: la lista della spesa. Suo malgrado il nostro Alex deve uscire di casa per espletare questa pericolosissima missione ben conscio che, fallita la stessa, rischia di rimanere senza nulla da mettere sotto i denti per cena. Sulla via per il Grocery Store della propria cittadina (tale Frankton - NdR -) il nostro “eroe” incontra uno strano gatto dall’aspetto alquanto bizzaro. Incuriosito dallo strano incontro, e complice il fatto che il quadrupede felino è scappato con la preziosa lista della spesa, Alex Si affretta a rincorrere il minuto mammifero.

Senza accorgersene si ritrova in una zona a lui poco famigliare dove ha modo di imbattersi in una misteriosa ragazza che afferma di essere la padrona del gatto fuggiasco del quale apprendiamo il nome: Dalì. Stretta una sorta di collaborazione tra Alex e la ragazza ci ritroviamo ad affrontare alcuni nemici. Nemmeno il tempo di iniziare ad apprezzare l’aiuto in combattimento di Sammy, questo il nome della ragazza, che assistiamo al rapimento della stessa da parte di entità inquietanti ed oscure. Fuggiamo, ci ritroviamo a casa completamente increduli rispetto a quanto appena vissuto e con una comprensibile stanchezza mentale e con in più il rimorso di non aver fatto nulla per la povera Sammy.  

Questo è quanto fa da premessa alla nostra avventura. Una storia ben scritta e dalle tonalità dark e sovrannaturali in pieno stile "I Segreti di Twin Peaks" (serie TV capolavoro del 1990 targato David Lynch che fa delle atmosfere emotivamente disturbanti il suo punto di forza - NdR -).

Il gioco si svolge in aree urbane di provincia che tutto danno tranne che una reale percezione di “casa”. Tutto suona strano e distaccato e le persone con le quali è possibile interagire si approcciano con frasi e atteggiamenti dubbi e inquietanti. Il titolo spinge molto sull’ambientazione e sull’atmosfera incuriosendo e divertendo il giocatore specie con la quantità abnorme di rimandi percezionali che sfruttano la conoscenza culturale di una certa particolare generazione: la Generazione X.

Ma non è finito tutto qui, poiché la storia si svolge proprio a cavallo dei due millenni che si fondono e si oppongono fortemente l’uno con l’altro. Abbiamo a che fare con riferimenti chiari verso le prime versioni di Internet Explorer come di Windows, alle connessioni internet a 56K che tanto hanno svuotato i portafogli dei genitori di allora, etc.

Anche lo stile del combat system si rifà molto a quello che era il combattimento a turni tipico dei JRPG di allora con la differenza che in questo caso si attacca con oggetti di uso quotidiano quali vinili, racchette o addirittura macchine fotografiche usa e getta.

Ovviamente è possibile aumentare di livello con i personaggi che ci è dato controllare e fare tutto quanto è d’obbligo in un titolo RPG che si rispetti, ma va detto che YIIK eredita anche una certa linearità tipica dei titoli ai quali fa riferimento. Dimenticate quindi la libertà totale di esplorazione di un Breath of The Wild ma prendete magari come esempio la “libera linearità” dell’ultimo God of War.

Purtroppo il titolo non possiede la localizzazione italiana e sfrutta invece un doppiaggio dallo slang fortemente americano, ma se si mastica l’inglese ad un livello medio non ci possono essere in ogni caso problemi di sorta. Il combat system, come detto , è impostato con la classica sequenza a turni in stile JRPG ma ogni personaggio ha una sorta di minigioco per rendere utile o meno l’attacco. Per esempio Alex utilizza un vinile per attaccare e sta nel tempismo del giocatore, cliccando il tasto in stile Rhythm Game, la riuscita della fase di attacco come quella di difesa.

Naturalmente è possibile azionare items vari o utilizzare oggetti per la salute o per la varie skills come pure è possibile fuggire dal nemico di turno sempre però portando a termine un piccolo minigame.



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Crossover senza rimpianti

YIIK, in linea con la propria filosofia crossover, fa uso di una realizzazione grafica che rimanda chiaramente a South Park; sia per quanto riguarda il character design sia per lo stile d’animazione. Vi è uno squisito senso di dejà vù nell’impatto visivo che il titolo propone, ma anche nel linguaggio utilizzato - seppur con qualche punto in meno a livello di sproloquio gratuito rispetto al succitato South Park - si possono ritrovare riferimenti alla pop culture della fine anni ‘90 e primi anni 2000.

Quello che però, forse, rende meglio l’idea generale della produzione è la colonna sonora di cui Andrew Allanson e Josè Alfaro sono responsabili. Sonorità inquiete e vibranti che di colpo lasciano spazio a ritmi più elettronici e Rock in stile Muse che riescono ad immergere il giocatore in un’atmosfera surreale, disturbante e allo stesso tempo ipnotica con una campionatura davvero buona ed un mixaggio presettato davvero di pregio.

Buona ma non sempre perfetta la reattività dei comandi la quale, alle volte, chiede di essere ripetuta più di una volta anche solo per confermare la ricerca di oggetti in forzieri o bidoni della spazzatura. Ottimo anche il doppiaggio il quale riesce ad essere credibile grazie ad una recitazione davvero di pregio per la produzione.


Commento Finale

YIIK va letto come un insieme di stili partendo dal titolo stesso del gioco, il quale va letto come “Why Two K”. Infatti quelle che possono sembrare due “i” vanno lette come un due in caratteri Romani e non a caso per via degli sviluppi narrativi che la produzione porta a scoprire. Non si tratta di un gioco semplice ma allo stesso tempo non è possibile trovarsi bloccati senza sapere come proseguire grazie agli indizi che si possono sempre consultare aprendo il menù tramite tasto “+”. Questo titolo, permeo di un’atmosfera cupa e disturbante, riesce sicuramente a dire la sua in ambito videoludico per stile e narrazione. Forse non per tutti, sicuramente per chi ha voglia di entrare in una storia permea di rimandi e di situazioni inquietanti. Otto personaggi. Venti ore, circa, di mistero.

Voto Globale
80
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