The Low Road, recensione Nintendo Switch
The Low Road, recensione Nintendo Switch
Punta e clicca

The Low Road, recensione Nintendo Switch

Una storia divertente e un’idea interessante fanno da sfondo a questo titolo non proprio elettrizzante



XGen Studios è lo studio di sviluppo dietro The Low Road, un videogioco appartenente alla categoria delle avventure grafiche, giocabile attraverso il classico stile “punta e clicca”. Affascinati dalle caratteristiche generali di questo prodotto e dalla possibilità di giocarlo “come, quando e dove ci pare”, la combriccola di GameGurus ha fatto richiesta per una review key da utilizzare su Nintendo Switch, prontamente e cordialmente ricevuta.

Essendo il più prepotente della Redazione ( va beh, si fa per dire - NdR ), ho utilizzato il codice sulla mia console e avviato alcune partite per eseguire il test di rito. Il risultato potrete leggerlo di seguito, sperando possa aiutarvi a capire se The Low Road è l'avventura grafica che fa per voi.


The Low Road, recensione Nintendo Switch

Il mio nome è Kovacs, Noomi Kovacs

The Low Road è ambientato nel 1970 e segue il caso di un team di spie aziendali dedite alla protezione e all'appropriazione dei segreti dell'industria automobilistica. Apparentemente impostato per trattare un argomento molto delicato e sensibile, l’intelligente team di XGen Studios è riuscito nel tentativo di renderlo il più sobrio possibile, tirando fouri dal cilindro una storia avvincente e divertente, ma dalla dubbia durata e comprensibilità per chi non ha molta confidenza con l'inglese e francese, uniche due lingue disponibili.

In The Low Road controlleremo Noomi Kovacs, una neo laureata a pieni voti presso LeCarre Institute for Exceptional Spies, pronta a mettersi in mostra come nuova assunta nella Penderbrook Motors.

Lo spazio lasciato all'introduzione della trama di gioco è pressoché inesistente e ci ritroveremo lanciati immediatamente in quello che di fatto è il primo incarico di Noomi, chiamata in causa per scoprire il maggior numero di informazioni dalla controparte telefonica.
Proprio attraverso questo missione sarà possibile capire meglio cosa proporrà The Low Road durante tutta l'avventura, facendo attenzione a cogliere la giusta risposta durante alcuni dialoghi testuali e superando alcuni minigiochi di varia natura e genere.

Sempre attraverso questo primo minigioco sarà possibile comprendere quanto le meccaniche non siano esattamente pensate per Nintendo Switch ed il mondo console, costringendoci in alcuni casi a dover provare più di una volta a superare il test con il pad alla mano... ma, fattore ancora più duro da mandare giù, è la genialità espressa in questa prima prova: unica nel suo genere e per tutta la durata dell'avventura. Un vero peccato.

Come ogni avventura grafica che si rispetti, anche The Low Road permette una certa interazione con l'ambiente circostante, ma a dir la verità questo aspetto è stato realizzato veramente al minimo, con impossibilità di combinare oggetti presenti all'interno del proprio invetario e sfruttare quanto invece è possibile visualizzare a schermo.

Utilizzarli non sarà complicato e alle volte basterà fare qualche prova con i personaggi nelle vicinanze per potersi sbloccare e andare avanti.
Questo, forse, un aspetto ulteriore su cui gli sviluppatori non hanno voluto puntare, soffermandosi maggiormente sui dialoghi e le risposte offerte dal giocatore. Per intenderci, il fulcro dell'avventura sembra essere stato spostato verso la trama, più che sulla giocabilità.


The Low Road, recensione Nintendo Switch

Il carburante non è abbastanza

Durante le mie partite con The Low Road ho intercettato anche dei falsi finali, una chicca interessante, ma non certo utile a spingere il giocatore a giocarlo più volte per poterli scovare tutti.

Nonostante questo aspetto punti dritto ad un'ipotetica rigiocabilità del titolo, la longevità dell'intera avventura non dovrebbe portarvi via più di 4 o 5 ore, fattore che potrebbe far storcere il naso anche al più grande appassionato di spy story. Il basso numero di minigiochi e la scarsa possibilità di sperimentare e interaggire con gli scenari proposti, sono un altro punto negativo per il titolo XGen Studios e purtroppo non può certo passare in secondo piano.

L'aspetto che più colpisce è senza ombra di dubbio lo stile grafico utilizzato: un misto fra cel shading e animazioni che fanno il verso ai burattini. La colonna sonora è mitica, eseguita con stile, ben pensata e implementata, lasciando ancor più l'amaro in bocca per la scarsità di varietà in termini di azione e interazione applicate al titolo. Come dicevo in precedenza: un vero peccato.


Commento Finale

Le ore passate con The Low Road sono trascorse fra momenti di puro eccitamento e noia. Alcune sezioni di gioco sono divertenti e ben realizzate; altre invece, soffrono soprattutto di un controllo macchinoso e di una sfida estremamente bassa che poco coinvolge il giocatore.

I falsi finali sono un contorno interessante, non certo una spinta maggiore alla longevità globale che risulta comunque essere minima. Il vero problema è stato forse commesso in fase di realizzazione, dando maggiore impatto alla trama letta, che all'azione puramente giocata... l'unico fattore che realmente può catturare un videogiocatore.

Tecnicamente The Low Road non presenta problemi tali da comprometterne la fruibilità, ma un maggior numero di contenuti e attenzione avrebbe senza ombra di dubbio aiutato a renderlo un titolo imperdibile, soprattutto per il costo a cui viene proposto su Nintendo eShop.

Voto Globale
70
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