Solo, recensione PC Steam
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Rompicapo

Solo, recensione PC Steam

L’amore a volte non basta. Qualcosa in Solo non funziona o semplicemente è stato omesso



Il primo approccio con Solo, l’ultima fatica di Team Gotham, è assimilabile alle operazioni che accompagnano una funzione religiosa. Il suo avvio delicato, con uno stile grafico che strizza l’occhiolino ad un cartoon e delle scene di apertura che oserei definire tendenzialmente angeliche, hanno costretto la mia mente ad intraprendere un percorso volto all’attenzione su tutto quello che era possibile scorgere sullo schermo, portandomi persino a perdere diverso tempo nell’interazione con gli oggetti e gli “abitanti” nella porzione iniziale di gioco.

E’ per questo motivo che a malincuore, dopo circa 2 ore di gioco, mi sono reso conto di aver perso solo del tempo, sperando comunque di poter vedere qualche cambiamento decisivo lato gameplay.

Questa piccola premessa, per quanto dura e cruda, va sottolineata per via del netto contrasto fra la parte “narrata” e quella giocata; due componenti che in quest'opera sono risultate completamente slegate fra loro.


Solo, recensione PC Steam

Solo, direi non a caso

Le tematiche discusse in Solo sono estremamente interessanti e d'impatto. Il concetto di amore affrontato in questa opera non sembra avere limiti e vincoli, portando il giocatore a voler indagare in maniera più approfondita quello che sarà raccontato lungo il cammino che lo separa dal finale.

Ad inizio avventura vestiremo i panni di una persona di cui sceglieremo sesso e altri piccoli particolari, proiettata in un mondo onirico dove mare e cielo si perdono a vista d’occhio; questi due elementi, in un certo senso contrapposti fra loro, saranno disturbati solo dalla presenza di alcune isole che emergeranno dalle acque man mano che risolveremo enigmi.

La risoluzione degli enigmi porterà quasi sempre all’attivazione di Totem pronti a porci domande sull’amore. A queste avremo modo di rispondere sulla base delle nostre esperienze personali o volontà, scegliendo tendenzialmente fra opzioni multiple.

Non importa cosa risponderemo, perché da quanto mi è stato possibile provare anche resettando e iniziando da capo l’avventura, nulla cambia o viene influito dalle nostre scelte.

Risolvere gli enigmi di Solo può essere stimolante all’inizio, ma la ripetitività e la monotonia potranno ben presto affacciarsi e far sentire la propria voce. Non di rado sarà possibile anche risolvere enigmi completamente inutili all’avanzamento dell’avventura, come se in fase di progettazione si fosse pensato a qualche tipo di ricompensa sbadatamente non inclusa nella versione finale.

Impilare, spostare e ruotare scatole, passerelle, ventole e tubi d’acqua è certamente stimolante per quanto riguarda lo sviluppo della logica e della risoluzione degli enigmi proposti, ma quanto si può andare avanti in questa direzione senza che arrivi alla noia dopo l’ennesima isola raggiunta in cui viene proposto un nuovo enigma non troppo lontano dal precedente e soprattutto, senza che arrivi quella tanto sperata ricompensa pronta a cambiare qualcosa in maniera decisiva al gameplay?


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Confusa semplicità

Per quanto semplice e lineare possa apparire, Solo porta con sé un’estrema confusione.

Il protagonista, in merito alla risoluzione degli enigmi, potrà gestire il movimento dei blocchi attraverso una bacchetta magica o planare dalle alture attraverso una piccola mongolfiera per raggiungere piattaforme lontane e non accessibili direttamente.

A questi fanno compagnia una chitarra ed una macchina fotografica perfettamente funzionanti, buona anche per scattare selfie con i simpatici animaletti che popolano le isole, ma che, a parte alcune “sub-quest” (se così possono esse definite), non apportano molto in termini di gameplay.

Passino pure i bug riscontrati con la gestione delle collisioni poligonali, passi pure la poca varietà nelle ambientazioni di gioco e nella colonna sonora, ma di certo la poca varietà di risoluzione degli enigmi può effettivamente essere un problema per un titolo che fa dei rompicapi il suo cavallo di battaglia, trama a parte.

Più semplicemente, Solo porta il giocatore a porsi costantemente delle domande su più aspetti. Quello principale riguarda l’amore e la funzione introspettiva del giocatore. L’altro è invece diretto alla direzione intrapresa dal team di sviluppo per le scelte fatte in ambito di gameplay.

Questa discordanza fra i due e la non complicità che ogni giocatore si aspetterebbe, spinge inevitabilmente Solo in un limbo del “vorrei ma non posso”, illudendo continuamente l’utente nello sperare di arrivare ad un sblocco dell’avventura che mai arriverà.

Il vero peccato è rappresentato dalle piccole variante ritrovate qui e li all’interno di alcune isole emerse. Degli “exploit” che lasciano realmente intravedere un potenziale non espresso lungo l’avventura.

Solo è quindi un’occasione sprecata, un lavoro che andrebbe nuovamente analizzato per prendere da parte gli aspetti migliori e riutilizzati per un nuovo titolo.

 


Commento Finale

Per il Team Gotham è un’occasione persa. Solo porta con sé un concetto di base notevole, importante ed estremamente promettente per lo sviluppo di una trama di gioco che tendenzialmente è possibile notare solo nelle produzioni tripla A.

Purtroppo l'impossibilità di notare variazioni a secondo delle scelte fatte lungo l’avventura, rende vano ogni tentativo di cambiamento all’interno del gioco e vanifica completamente la rigiocabilità del titolo.

Solo mette insieme una numerosa serie di funzioni e idee che restano però ancorate a loro stesse, slegate e tendenzialmente inutili al fine ultimo, sempre che riuscirete ad avere la voglia di continuare a giocarlo fino alla fine.

 

Voto Globale
45
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