Sinner: Sacrifice for redemption, recensione PS4
Sinner: Sacrifice for redemption, recensione PS4
un nuovo Soul's like

Sinner: Sacrifice for redemption, recensione PS4

Cosa si nasconde dietro il ritorno alla vita di Adam? Scopriamolo combattendo i 7 Peccati Capitali



Sinner: Sacrifice for Redemption è un promettente soul's like in salsa boss battler action-RPG sviluppato da Dark Star Game Studios.

In questo videogioco vestiremo i panni di Adam, un guerriero solitario tornato misteriosamente alla vita attraverso circostanze non perfettamente note, colpevole di un grave peccato e attirato in questo luogo da poteri tanto segreti, quanto terrificanti. Mentre la sua terra, il Regno di Cavanis, langue nella blasfemia, Adam dovrà affrontare una serie di prove alla disperata ricerca di redenzione per se stesso e per l'umanità intera.

Cominciamo la nostra scalata alla redenzione in un mondo oscuro e divorato dal male, cercando di acquisire le tecniche di base combattendo contro degli spettri attraverso la salda impugnatura del nostro scudo e alcune armi meccaniche per il corpo a corpo o da lancio.

Terminato quello che può essere facilmente identificato come un tutorial, una luce ci proietterà nella lore principale: una sala con sette altari che scopriremo riportare le incisioni corrispondenti ai sette peccati capitali.


Sinner: Sacrifice for redemption, recensione PS4

7 Peccati per 7 Boss: quanto fa?

Ira. Avarizia. Invidia. Superbia. Gola. Accidia. Lussuria. I peccati, reincarnati in boss tutt'altro che amichevoli, potranno essere affrontati come meglio si preferisce, non senza fare i conti con le penalità permanenti previste per ognuno di essi.

Giusto per fare un esempio, iniziando lo scontro con Lussuria, lo scudo subirà un danno permanente che lo renderà inutilizzabile. Questa penalità sarà ereditata per tutti gli scontri rimanenti, costringendoci quindi ad optare intelligentemente sulle scelte da eseguire prima di affrontare un nuovo boss.

La sfida dunque si preannuncia estremamente “tosta”, fattore sicuramente apprezzabile dagli amanti del genere “souls”.

Man mano che avanzeremo nelle battaglie saremo sempre più penalizzati e al contempo scopriremo dettagli maggiori sulla nostra storia, fino ad arrivare all'ultimo grandioso scontro che porterà a chiarire il perchè di quella fine tanto infame.



Sinner: Sacrifice for redemption, recensione PS4

Originalità Canaglia

Sinner: Sacrifice for Redemption è un titolo con una buona lore ed una struttura interessante, peccato che il titolo ricordi fin troppo il buon Fury.

Questo aspetto non deve essere inteso come un male, ma senza ombra di dubbio un minimo di esplorazione in più, prima dello scontro col boss di turno, sarebbe stata gradita. Il lavoro svolto dai ragazzi di Dark Star Game Studios va in ogni caso lodato e ci terrà incollati per almeno una quindicina di ore. Queste voleranno via come le nostre imprecazioni durante le sessioni di gioco che con grande soddisfazione annessa, porteranno redenzione e pace alla nostra anima.

Le battaglie con i sette peccati capitali rimarranno ben impresse nella nostra mente; ogni battaglia sarà diversa e sarà molto importante imparare i pattern d'attacco di tutti i nemici per uscirne vittoriosi. A nostra disposizione avremo anche svariati oggetti come fiale di energia e bombe da lanciare contro i nemici: tutti oggetti che torneranno sempre molto utili alla nostra battaglia.


Commento Finale

Il lavoro svolto da Dark Star Game Studios è tutto sommato promosso. Se da un lato abbiamo una base non proprio originale, dall'altra troviamo una lore convincente, condita da una discreta realizzazione tecnica e un'azione di gioco sempre ancora ai 60 fotogrammi per secondo.

Lontano sicuramente dall'eccellenza tecnica raggiunta su PlayStation 4 con i titoli prodotti dagli studi interni di Sony, Sinner: Sacrifice for Redemption darà una buona dose di sfida a tutti i fan dei soul's like, i quali difficilmente potranno far a meno di tentarne l'acquisto, salvo il non amare le ardue sfide che propone il genere.

Voto Globale
75
Acquistalo


Commenti

blog comments powered by Disqus