Ni No Kuni 2: recensione a mente fredda
Ni No Kuni 2: recensione a mente fredda
A mente fradda

Ni No Kuni 2: recensione a mente fredda

Dopo più di un mese dall'uscita analizziamo con un occhio un po' più distaccato e colmo di Hype il nuovo titolo di Level-5.



La storia che sta dietro alla realizzazione di Ni No Kuni 2 è una storia che nasce con l’apparire sul mercato nipponico di un titolo molto particolare e che da subito desta l’attenzione su di sé per via della partecipazione dello Studio Ghibli. Era il 2010 e il suddetto titolo ottiene da subito un enorme successo. Questo grazie proprio alla collaborazione con il famoso studio del Maestro Hayao Miyazaki che si è occupato, chiaramente, del lato artistico. Il risultato era talmente evocativo e accattivante da incantare chiunque iniziasse tale avventura in salsa GDR. Altra particolarità è che tanto ben di dio girava su di una macchina quale era il Nintendo DS. Un vero miracolo. Col tempo e dopo aver bissato il successo ottenuto con la versione per Playstation 3, uscita un paio di anni dopo anche in occidente, era prevedibile - ma non scontato - un seguito di tale produzione. Ni No Kuni 2 è stato messo sul mercato lo scorso 23 Marzo per Playstation 4 e Microsoft Windows e ha portato con sé non pochi cambiamenti alla formula originale del brand. A distanza di tempo e a mente più lucida e rilassata valutiamo insieme i pro e i contro di questa produzione di Level-5.


Ni No Kuni 2: recensione a mente fredda

Già sono stato fortunato...mi mancava un colpo di Stato...

Molti sapranno già come parte la storia di Ni No Kuni, ma rinfreschiamoci la memoria e narriamo l’inizio della vicenda che ci porta a vivere tale ruolesca avventura. Specie per chi, al contrario, non ha ancora avuto modo di iniziare la medesima. Era una notte buia e temp...no...dunque...C’era una volta, una bimba matta e bionda figlia di Apoll...no anche questa non va bene...mettiamola così: è mattino e Roland, il Presidente di uno stato “X”, mentre si reca in città per una riunione, viene travolto dall’onda d’urto di un missile lanciato nel cuore della suddetta città. Molto telegiornalistico ma inizia tutto così. Il poveretto, una volta recuperati i sensi, si accorge di avere delle pesanti allucinazioni e tutto risulta estraneo e, in un certo senso, bizzarro. Voglio dire...come spiegare che un ragazzetto pettinato come Nino d’Angelo ma con le orecchie da gatto gli si avvicina e lo fa pure risultando intimorito dalle naturali umane fattezze di Roland? Chiaramente il nostro eroe fa finta di nulla e risponde a tono alle domande ansiogene del piccolo sosia di Nino (da qui il titolo Ni No Kuni...ok la smetto...), il quale rivela di essere il re di uno strano posto popolato di ibridi felino-umani. Tale regno è - e qui la fortuna di Roland un pochino ne risente - appena caduto vittima di un colpo di Stato (ricordo che al poveretto è appena scoppiato un missile in faccia). Il nostro eroe senza un perché o un percome sente immediatamente il bisogno di aiutare il piccolo caschetto felino-biondo e così fa. Naturalmente il nostro caro Roland sa padroneggiare la spada come neanche un ninja e ha una destrezza nell’uso della pistola (rimasta con lui in questo viaggio dimensionale) che neanche Jason Bourne; sta di fatto che alla fine riesce a salvare il piccolo re conducendolo al di fuori del suo, ormai, ex regno. Da qui incomincia un'epica avventura volta a riconquistare il propr...ah no...re d’Angelo decide che per sicurezza è meglio colonizzare un campo di frumento e dettar legge a grilli e mosche. In verità il gioco gode di un’atmosfera fiabesca di grande spessore e si fa forza di un comparto artistico di altissimo livello. Guardando bene l’insieme e lasciando da parte un entusiasmo, comunque dovuto e giustificato, si può notare una certa mancanza di dettagli narrativi in realtà non di poco conto, Partiamo con la caratterizzazione dei personaggi che risulta invero un po’ troppo abbozzata per quello che in realtà potrebbe offrire. Roland in primis risulta essere troppo malleabile per essere un ex-capo di Stato, e allo stesso tempo fin troppo risoluto e dalle capacità tattico-belliche al limite di un incursore dell’Esercito. Evan, il giovane re, ha un cuore sensibile e grande con una innata voglia di pace e serenità per tutti e, forse, in questo senso è il personaggio più delineato anche per via della sua - data l’età - ovvia incapacità di governare. Capacità però apprende davvero troppo in fretta forte dell’appoggio di Roland. Intendiamoci, Ni No Kuni 2 è una fiaba e, in quanto tale, risulta ancorata a certi dettami, ed è anche una piacevolissima avventura che sa appassionare e incollare per ore il giocatore allo schermo grazie anche ad un comparto tecnico che non fatico a definire sublime. Ma c’è qualcosa che rompe un po’ la magia di questa ambientazione. Vuoi la parte di esplorazione con i personaggi Super Deformed, vuoi una certa semplicità tattica nei combattimenti...il titolo risulta molto piacevole ma alla lunga ridondante. Nello specifico, i combattimenti risentono di una telecamera non esattamente all’altezza, risultando, questa, posta un po’ troppo in posizione ravvicinata rispetto al nostro avatar precludendo la visuale d'insieme invece necessaria alla “regia” d’attacco nonché al melee personale. L’ideale, infatti, è evitare di lockare un avversario specifico, preferendo correre intorno all’area di scontro per cercare di sfruttare le eventuali capacità, che si attivano man mano, dei nostri compagni d’arme. Per chi non lo sapesse è possibile utilizzare fino ad un massimo di tre personaggi nel proprio party più una selezione di spiriti - denominati Cioffi - che, una volta caricata la loro abilità, possono essere attivati per infondere danni aggiuntivi o per curare il party. Ecco, proprio per questo è necessario avere una visuale ampia del campo di battaglia per poter gestire il tutto ma, la telecamera se si esegue il lock su un singolo avversario, non lo permette; quindi la necessità di evitare di utilizzare il lock in favore della padronanza della camera per gestire lo scontro risulta inevitabile. Si può switchare tra un personaggio e l’altro del party, ma obiettivamente non è realmente necessario farlo dato che, come detto, per una questione prettamente tattica dell’azione di gioco, il personaggio in mano al giocatore combatte ben poco in favore di una più oculata regia. Tutto questo, ripeto, è una critica a mente fredda che vuole “leggere” in maniera più distaccata possibile il titolo di Level-5, libera da ogni tipo di entusiasmo iniziale. Ni No Kuni 2 rimane un gioco molto più che piacevole e, anzi, è un titolo che sa donare emozioni specie per le animazioni di stampo anime fortemente nipponico ma, di fatto, vi sono forti mancanze a livello narrativo.


" Ni No Kuni 2 è una fiaba. . "
Clicca la citazione e Tweettala!

Ni No Kuni 2: recensione a mente fredda

Arte...arte...e poesia...

Qui non si può parlare di comparto tecnico nel senso stretto del termine. Qui si parla di arte vera e propria. Il primo Ni No Kuni si è potuto fregiare della collaborazione dello Studio Ghibli (Pronuncia “Jiburi”), studio storico e capace di sfornare capolavori su capolavori quali Kiki Delivery Service, La Città Incantata, Il Castello Errante di Howl...e basta; è inutile menzionare qualsiasi altra produzione se non Si Alza Il Vento che, nello specifico, mi è entrato nel cuore come poche altre. Questo secondo titolo non può fregiarsi dello stesso blasone ma, in realtà, fa sfoggio delle capacità creative di chi comunque ha avuto modo di lavorare in tale storico studio. Tutto, ma davvero tutto trasuda l’anima dello staff del Maestro Miyazaki. L’atmosfera in questo senso ne risente pesantemente - per fortuna - e il risultato va oltre il semplice “bello da vedere”. Un'opera che lascia atterriti per quanto soave e poetica, dolce e sospesa. nulla in più da aggiungere. Sarebbe iniquo qualunque altro commento a riguardo.     


Commento Finale

Ni No Kuni 2 fa un po’ un tira e molla tra la sua fortissima ed eterea atmosfera, ed un avanzamento a tratti troppo guidato e semplice. La mancanza di una reale personalizzazione dei protagonisti fa sì che non sia possibile immedesimarsi in nessuno di essi. I combattimenti sono semplici una volta inquadrati e di difficile fallimento. La longevità è comunque buona ma le meccaniche di combattimento, unite ad una telecamera non esattamente oculata, rendono il tutto un po’ straniante. Sicuramente migliore del primo capitolo, Ni No Kuni 2 offre un ottimo viaggio interiore alla ricerca della propria sicurezza, permeo di un’aura magica dolce e crudele allo stesso tempo ma che fatica a decollare completamente per via di una narrazione generale, forse, un po’ troppo accennata.  

Voto Globale
80
Acquistalo


Commenti

blog comments powered by Disqus