My Brother Rabbit, recensione Nintendo Switch
My Brother Rabbit, recensione Nintendo Switch
Un'avventura Artifex Mundi

My Brother Rabbit, recensione Nintendo Switch

Un'esperienza molto empatica e profonda, ma allo stesso tempo divertente e piacevole da giocare su PC e Console



My Brother Rabbit

My Brother Rabbit
  • Data PAL: 20.09.18
  • Genere: avventura rompicapo
  • Giocatori: 1
  • Disponibile su: PS4 Xbox One PC
  • Produttore: Artifex Mundi
  • Sviluppatore: Artifex Mundi

Artifex Mundi è nota per lo sviluppo di titoli come Path of Sin: Greed o Kingmaker: Rise to Throne, usciti su PC e piattaforme Mobile. Questa software house si presenta ora sul mercato proponendo un’avventura dal nome curioso, intitolata: My Brother Rabbit, disponibile dal 21 settembre 2018 su PC, Mac, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

Proprio la versione per Nintendo Switch è quella che abbiamo fortemente richiesto al team di sviluppo, di cui andremo a parlare lungo questo articolo.

 


My Brother Rabbit, recensione Nintendo Switch

Una bambina, il fratello, un coniglio... e il mondo esterno

My Brother Rabbit è un’avventura grafica nel classico stile punta e clicca; il team di Artifex Mundi con questo titolo vuole raccontarci la storia di una bambina costretta a letto a causa di una grave malattia, complici delle cure non proprio leggere e semplici. La splendida introduzione ci mostra tramite schermate disegnate in stile visual novel la scoperta della malattia e la forte preoccupazione dei genitori e del fratellino, con la piccola intenta a stringere forte a sé un coniglio di pezza.

Veniamo quindi trasportati in un mondo alquanto strano e surreale, nel quale impersoniamo il coniglio di pezza della bambina. All’esterno della nostra tana possiamo notare una piccola piantina triste, poiché avvelenata da alcune strane bacche viola. Il nostro compito è quello di aiutare la povera piantina a guarire, conducendo la stessa da un dottore.

Il mondo in cui ci troviamo è un mondo di fantasia creato dalla bambina e da suo fratello, un escamotage utile ad affrontare la malattia che l'ha colpita nella realtà (pur sempre virtuale - NdR). E' quindi una storia fredda quella raccontata da Artifex Mundi, crudele, ma quanto mai vicina alla realtà... una storia che colpisce anche fuori dagli schermi videoludici.

In questo mondo di fantasia, invece, il pupazzo preferito della bimba fa di tutto per aiutare la piantina avvelenata. I ragazzi di Artifex Mundi riescono a trasporre su video una storia toccante e struggente che non può lasciare indifferenti e per poter riuscire nell’impresa è necessario risolvere i vari enigmi ambientali che ci ostacolano.

Questi, tutti risolvibili come nella più classica tradizione punta e clicca, non risultano mai estremamente complicati o frustranti ma anzi, si risolvono con relativa semplicità soprattutto aguzzando la vista e osservando gli indizi che sono intelligentemente nascosti nelle ambientazioni. Non si tratta esattamente di un utilizzo del “pensiero laterale”, ogni enigma proposto è in realtà molto logico e mai “folle”.

Per spostarsi nelle schermate in My Brother Rabbit si utilizzano gli stick analogici: con quello sinistro si muove il puntatore più velocemente, mentre lo stick destro permette un movimento più lento e preciso utile per interagire con oggetti più nascosti o sovrapposti. Tramite il D-Pad è invece possibile passare da una “stanza” all’altra e con il tasto “A” si agisce sull’oggetto di nostro interesse.

Nella parte alta a destra dello schermo abbiamo la possibilità di tenere sott’occhio gli oggetti che stiamo cercando e il numero di essi di cui ancora non siamo entrati in possesso. Quando queste icone diventano grigie significa che non vi sono più oggetti utili in quella schermata e di conseguenza dobbiamo spostare la nostra attenzione ad un’altra schermata.

Alcuni oggetti sono inizialmente inaccessibili e per poterli ottenere è necessario risolvere un ulteriore enigma in forma di minigioco: un esempio su tutti può essere il “gioco del 15”, ovvero quello in cui è necessario spostare nell’ordine corretto i tasselli di un piccolo puzzle.



My Brother Rabbit, recensione Nintendo Switch

Un quadro di classe

My Brother Rabbit risulta essere un'esperienza molto empatica e profonda, ma allo stesso tempo divertente e piacevole.

Artifex Mundi proporne un videogioco apparentemente ispirato ad un libro di fiabe che fa uso dei colori pastello in maniera molto delicata ed efficace. Le animazioni sono ridotte all’osso, ma sono perfette così come sono state realizzate, completamente integrate per il genere e per la storia narrata.

Lo stile utilizzato per i fondali è estremamente piacevole. A tratti possono ricordare opere come Alice nel Paese delle Meraviglie o Broken Age, lasciando spazio a tocchi dal tratto artistico tipico di Dalì. Completano quest'opera d'arte delle tracce sonore davvero interessanti, pronte a coinvolgere il giocatore e avvolgerlo all'interno di questa avventura, ponendo il giusto accento nelle parti narrative che si sviluppano tra uno stage e l’altro.

Comandi semplici e intuitivi completano il quadro di questa produzione davvero di prim’ordine, un titolo che potrebbe non saltare subito all'occhio di chi naviga nei vari shop online, ma che non dovrebbe certo mancare agli amanti dei videogames per PC e Console.


Commento Finale

My Brother Rabbit è un’esperienza davvero molto toccante e un gioco dal grande impatto emotivo. Non è sicuramente un titolo impossibile e questo può pregiudicarne la longevità, ma non deve essere questo un ostacolo per nessuno, soprattutto per gli amanti dei punta e clicca.

Il Comparto tecnico è davvero ben fatto in toto, permettendo - quindi - un immedesimazione empaticamente profonda tra il giocatore e la narrazione. Le musiche, le immagini, i colori... tutto aiuta ad entrare nel mondo in cui la sventurata bambina entra per isolarsi dalla sofferenza e dal dolore. Con un prezzo di 14,99 € si tratta di un titolo da non farsi sfuggire.

Voto Globale
85
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