Max: The Curse of Brotherhood, recensione Nintendo Switch
Max: The Curse of Brotherhood, recensione Nintendo Switch
Piattaforme che passione

Max: The Curse of Brotherhood, recensione Nintendo Switch

Un manuale pratico sul come far sparire il fratello minore, in poche e semplici mosse



E’ una giornata calda e splendente, ma al ritorno da scuola, il birbante Max trova la sua stanza a soqquadro. Felix, il fratello minore, ha preso i suoi giocattoli più preziosi, più belli, quelli che mai dovrebbero essere toccati da altre mani… un affronto che Max, il protagonista della nostra storia, non può assolutamente tollerare.

Infuriato come un toro quando vede un telo rosso, Max accende il proprio PC portatile, si connette a Internet e digita sul motore di ricerca la frasecome far scomparire tuo fratello”.

Neanche a dirlo ed ecco aprirsi un varco spazio temporale nel quale Felix viene risucchiato e rapito da una terribile creatura. Max, rimasto sorpreso dall’accaduto, corre in suo soccorso. Risucchiato in questo nuovo mondo si lancia in una corsa disperata verso l’orribile mostro nel tentativo di salvare il povero Felix, ovviamente sotto il nostro controllo.

Questa è la trama di Max: The Curse of Brotherhood, un videogioco di piattaforme rilasciato nel 2013 su Xbox 360 e nel 2014 su PC e Xbox One, approdato su Nintendo Switch lo scorso 9 maggio 2018.


Max: The Curse of Brotherhood, recensione Nintendo Switch

Nonostante tutto, Max è un osso duro

Al controllo di Max saremo chiamati a superare ostacoli eseguendo salti, arrampicate o magari sfruttando delle funi legate ad alcuni appigli, in modo da raggiungere il luogo in cui è stato portato Felix. La temibile creatura controllata dal perfido Lord Mustacho, farà il possibile per ostacolarci e solo i nostri riflessi potranno tenerci in vita... forse.

Con un gameplay che richiama la vecchia scuola dei platform bidimensionali, i riflessi e la velocità di esecuzione delle operazioni saranno fondamentali per la riuscita dell’avventura. Ma è proprio su questo punto che sorge il primo problema incontrato con il titolo sviluppato da Press Play attraverso Unity Engine, ovvero la precisione con cui si riesce a controllare il coraggioso Max in alcune sezioni dell'avventura.

Non sempre i movimenti impartiti al controller si trasferiscono a video in maniera istantanea e precisa, un problema che in alcuni passaggi il semplice correre e saltare per sfuggire ai nemici o trappole, può diventare un’agonia per il divertimento.

Superato il primo scoglio, ci si renderà comunque conto che Max: The Curse of Brotherhood ha comunque molto da offrire. Con una scena leggermente poetica e magica, al nostro piccolo eroe sarà affidanto un pennarelo magico che potrà in determinati casi disegnare e quindi "creare materia" per dar vita ad appigli o eventualmente  ostacoli, a seconda dell’utilizzo richiesto.

Ogni stage, se così possiamo definirlo, permetterà a Max di gestire una tipologia di materia diversa. Così, se inizialmente sarà in grado di creare roccia dove risiede la scia magica di colore arancione, nel livello seguente si aggiungerà a questa quella di colore verde utile creare rami e radici.

Via via, combinando queste tecniche, saremo in grado di aiutare il piccolo protagonista a superare anche enigmi complessi e salvare il piccolo Felix.


Max: The Curse of Brotherhood, recensione Nintendo Switch

Quando la patch potrebbe essere decisiva

Sia chiaro, la complessità in Max: The Curse of Brotherhood è relativa al proprio livello di attitudine ai giochi platform e alla risoluzione di enigmi. Non è difficile, anche se inizialmente sarà fondamentale comprendere al meglio come gestire l’interazione con la tipologia di materia generata e come queste, nei livelli avanzati, siano in grado di combinarsi fra loro.

Tolto questo aspetto e compreso che non c’è limite agli errori che sarà possibile commettere, di fatto non esistono vite o energia che ci porti al "game over", la dose viene rincarata dal prezioso salvataggio automatico che avviene appena prima dei passaggi più complessi; ne deriva che portare a termine l’avventura non sarà certo un’opera biblica.

Discorso diverso invece per le aree segrete, dove solitamente è possibile ritrovare dei frammenti di un "puzzle", intelligentemente nascoste e gli occhi disseminati lungo gli stage che danno visibilità a Lord Mustacho di quel che sta accadendo. Questi funzionano in maniera simile a dei collezionabili e ce ne sarà un numero ben definito da ritrovare.

Oltre questi elementi, l’avventura del simpatico Max non propone nulla di estremamente nuovo e forse non ha neanche la pretesa di farlo, puntando più semplicemente ad un'esperienza immediata e frenetica.

Quello di cui però si sente la mancanza è la realizzazione tecnicache su Nintendo Switch risulta decisamente altalenante. Graficamente poteva essere assolutamente migliore e più vicina alla versione già vista in passato su Xbox One. C’è senza ombra di dubbio un problema di sviluppo, più che un limite hardware, perché la complessità del mondo di gioco e la frenesia dell’azione non giustificano assolutamente un risultato che sembra parzialmente approssimativo.

Un problema che può tranquillamente essere sistemato con una patch. Proprio come molti sviluppatori hanno fatto nel periodo post lancio dei propri prodotti… un esempio su tutti è Rocket League, ma anche NBA PlayGrounds.

La speranza è quindi quella di poter vedere un Max: The Curse of Brotherhood ripulito e sistemato nel controllo e nella resa tecnica, due aspetti che lo renderebbero senza ombra di dubbio un must have, visto il prezzo di 14,99 Euro. Aspetto ancor più stuzzicante data la possibilità di giocarlo in mobilità sfruttando l'introduzione esclusiva per questa versione nel gestire il pennarello magico attraverso il comodo touch screen di Nintendo Switch.


Commento Finale

Non è un cattivo videogioco Max: The Curse of Brotherhood, ma ci sono dei difetti tecnici che ne compromettono l’esperienza.

I filmati arricchiscono la narrazione in maniera lodevole ed alcuni passaggi nelle fasi di gioco sono veramente interessanti. Non è certo un’opera innovativa o imperdibile, ma le basi per essere un buon gioco, al costo con cui si propone al pubblico, ci sono tutte.

I puristi dei platform forse non lo ameranno, ma i giocatori che chiedono alla propria console qualche ora di spensieratezza… potrebbe trovarlo invece un prodotto molto interessante e stuzzicante, magari da far giocare ai nuovi e piccoli videogiocatori.

Voto Globale
75
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