Immortal Redneck: recensione della versione PS4
Immortal Redneck: recensione della versione PS4
Recensione

Immortal Redneck: recensione della versione PS4

Un FPS dal retrogusto roguelike sta per approdare su PS4 dopo aver ricevuto consensi nella sua versione PC. Scopriamo assieme quanto può essere divertente essere una mummia-redneck.



Redneck è un termine dispregiativo anglofono nato in Nord America, volto ad indicare lo stereotipo dell’uomo bianco povero, ignorante, solitamente contadino e con vasta prole del profondo sud.

Nella cultura popolare, poco per volta, è però diventato uno stereotipo piuttosto bonario e ora il redneck è più un simpatico personaggio dai modi piuttosto coloriti. Vi sono diversi esempi di redneck, su tutti il simpatico Cletus de I Simpsons che viene appunto mostrato come il bifolco di turno con la moglie - che è poi in realtà sua sorella - ed un numero imprecisato di figli che vagano incontrollati e visti giocare addirittura, in uno dei tanti episodi della famosissima serie, con delle bombe a mano.

Un altro esempio di redneck è quello rappresentato su grande schermo da Tobe Hooper nell'immortale The Texas Chainsaw Massacre, storia di un uomo con evidenti problemi psichici ed una passione smodata per un particolare strumento da “giardinaggio”, che appartiene ad una famiglia di redneck.

Questa pellicola ha dato spunto poi ad altri film sullo stesso filone come ad esempio Le Colline Hanno gli Occhi dello stesso Hooper, Wrong Turn di Rob Schmidt ed il fantastico La Casa dei 1000 Corpi dell’allucinato quanto grandioso Rob Zombie autore anche de La Casa del Diavolo, seguito forse ancora più crudo e intenso.

Tornando al nostro primo esempio di redneck ecco che gli sviluppatori di Crema (no, non è che sono programmatori che provengono dalla città omonima lombarda...è proprio il nome dello studio che ha sviluppato il titolo che andiamo ad analizzare) hanno deciso di portare un simpatico quanto agguerrito rappresentante della categoria sui nostri schermi in questa versione per PS4  che sarà disponibile dal 27 Febbraio,ricordando che  è già stato pubblicato su piattaforma Steam il 25 Aprile dello scorso anno, e che è di prossima uscita anche per Nintendo Switch sempre in questo primo quadrimestre 2018.


Immortal Redneck: recensione della versione PS4

I’m a devil on the run, a six gun lover, a candle in the wind...

E’ un giorno di sole e, bello come il suddetto, il nostro amico campagnolo decide di andare a farsi un giro sulla sua Dune Buggy e, gira e rigira, come per magia si ritrova in Egitto.

Giustamente, non si pone troppe domande e si lancia a folle velocità su una duna particolarmente insidiosa cadendo poi rovinosamente e perdendo successivamente i sensi. Dopo l’incidente si risveglia e si scopre ricoperto di bendaggi e... “oh mio dio! Sono una mummia!”.

Attorno a lui tre piramidi ed una piccola oasi nel mezzo. Che fare? Naturalmente armarsi di buona volontà - e non solo di quella - e buttarsi all’interno di queste tre strane e oscure costruzioni sperando di capire che cosa possa essere accaduto a seguito dell’incidente. Ecco quindi che il nostro eroe si ritrova a vagare per corridoi e stanze gremiti di strani personaggi che sembrano avercela con lui.

Per fronteggiare i cattivi di turno abbiamo a nostra disposizione una vasta quantità di armi che vanno dalla semplice pistola stile six gun lover - ovvero il classico revolver - ai candelotti di dinamite, passando per Gatling e Spara Patate, senza dimenticare le immancabili armi futuristiche.

La varietà non manca di certo dato che a nostra disposizione abbiamo più di 50 armi. Come dicevamo ci troviamo con tre piramidi da esplorare, l’ordine delle stanze, come avviene spesso ultimamente, ha meccaniche di tipo roguelike e quindi non capiterà mai di percorrere la stessa strada una volta morto il protagonista.

Nel girovagare per questi suggestivi antri egizi, e facendo piazza pulita dei nostri opponenti, si può entrare in possesso di svariate pergamene - fino a 100 - ognuna capace di donare un bonus oppure un malus al nostro eroico fattore. Una delle più amate è sicuramente quella che da la possibilità di trasformare saltuariamente i nemici in polli schiamazzanti.

Forse la varietà di nemici non è proprio altissima più che altro per via di un stile grafico che tende a rendere tutto un po’ simile. Per quanto siano presenti ben 35 diverse creature, la sensazione di già visto la fa da padrone e il risultato è quello di trovarsi di fronte sempre gli stessi antagonisti.

Nel nostro peregrinare avremo a che fare anche con bauli nascosti e trappole varie e, questo, spinge non poco il giocatore ad esplorare la mappa in lungo e in largo alla ricerca di tesori ed armi oltre che, naturalmente, a sparare a tutto ciò che si muove.

La natura piramidale del dedalo in cui ci troviamo ad avanzare viene accentuata da elementi di platforming che si sposano benissimo con l’anima da first person shooter di Immortal Redneck, grazie ad un sapiente uso delle piattaforme fluttuanti e alla conseguente verticalità. Lo skill tree è ben strutturato risultando semplice e ben organizzato ma attenzione: è caldamente consigliato spendere, dopo ogni dipartita, tutto il denaro che si è in grado di utilizzare poiché, sempre a causa della morte del protagonista, per rientrare nelle piramidi e necessario pagare un dazio che corrisponde a tutto quello che rimane nelle tasche del nostro villico protagonista.

Nello skill tree è inoltre possibile sbloccare nove classi, rappresentate da altrettante divinità, tra cui è possibile scegliere randomicamente prima di reiniziare la nostra partita. Sempre dopo ogni fallimento è possibile acquistare item vari dalla tenda del mercante che si trova vicino al nostro sarcofago di respawn. Gli scontri con i boss sono divertenti e ben studiati, uno in particolare riporterà alla memoria un famosissimo scontro di Metroidiana memoria.

Quello che tende un poco a frenare il titolo nelle prime fasi di gioco è che le stanze risultano troppo ampie per la quantità di nemici che ci si trova ad affrontare, ma questa sensazione andrà via via scemando salendo nella parte alta della piramide, questo per una azzeccatissima scelta dei programmatori volta a far percepire al giocatore la riduzione degli spazi utili di movimento con il salire verso la cima della piramide.  



Immortal Redneck: recensione della versione PS4

Giallo come una tromba

Graficamente Immortal Redneck si presenta davvero bene. Pur non arrivando alla soglia dei 60 fps risulta molto fluido alla vista e non soffre di rallentamenti.

L’azione a schermo risulta anzi frenetica - nelle parti alte della piramide - e stimolante. Come da manuale, trovandosi in ambientazione desertica, i colori caldi sono più che ampiamente utilizzati ma senza comunque forzare troppo l’occhio del giocatore.

Le musiche sono più che azzeccate ma allo stesso tempo ripetitive e un poco monocordi. Va bene enfatizzare l’ambientazione egizia, ma dopo un po’ inizia a stancare l’orecchio. Sarebbe stato più apprezzato seguire maggiormente l’azione a schermo con musiche decisamente più accattivanti ed incalzanti.

Per quanto riguarda, invece, il level design nulla da dire: ottimo. Ogni stanza è decorata adeguatamente e la parte platforming del titolo è stata curata egregiamente con una attenzione, davvero di pregio, nel posizionamento di ogni singola piattaforma.

Come sempre Unity - motore di gioco utilizzato dai talentuosi programmatori Crema - si rivela un motore funzionale e capace di adattarsi al meglio nelle trasposizioni su console.


Commento Finale

Immortal Redneck è un gioco molto divertente che tende a dare una certa assuefazione. Figlio di capolavori quali Doom o Wolfenstein è capace di carpire l’anima che in essi risiede.

Questo fondendo però uno stile grafico meno violento e capace, quindi, di avvicinare anche i più piccoli al genere. Attenzione: questo non significa che il gioco non sia punitivo il giusto, ma solo che non si vedono fiumi e fiumi di sangue. Il divertimento che si prova giocando ad Immortal Redneck è davvero appagante.

Solo qualche piccola pecca nell’accompagnamento sonoro e una varietà non esattamente elevata dei nemici inficiano sul lavoro di questi ottimi programmatori. Chiudiamo questa recensione invitandovi a dare un’occhiata al video che la accompagna. Si tratta di un gameplay realizzato da noi e che apre ufficialmente il nostro canale Youtube . Cercheremo di migliorare sempre più anche in quel senso proponendo poco per volta contenuti personalizzati e di (si spera) sempre maggiore qualità.

Voto Globale
78
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