God of War, recensione PlayStation 4
God of War, recensione PlayStation 4
Kratos è tornato

God of War, recensione PlayStation 4

Un grande ritorno per tutti i fans del titolo firmato da SIE Santa Monica, ma una sublime opera dedicata a tutti i videogiocatori



Il brand God Of War prende vita sul mercato durante il 2005 ad opera di SIE Santa Monica; l’intento era chiaramente quello di creare un adventure game capace di mescolare l’azione frenetica vista in titoli come Devil May Cry, alla narrazione tipica dell’industria hollywoodiana.

Nel primo God of War per PlayStation 2 venivano narrate le gesta di Kratos, Dio della guerra, intento a prendersi una vendetta senza precedenti sugli Dei. Per provare ad andare con ordine e spiegarmi meglio con chi non ha mai avuto un approccio serio con la saga, Kratos è quello che definiremmo un mercenario, ma il cui datore di lavoro e ben più in alto di quello che potremmo aspettarci.

Guerriero degli dei, questo è l’appellativo ideale con cui Kratos ci viene presentato inizialmente, viene salvato da morte certa da Atena ed Elio. Il nostro protagonista viene messo al corrente che Ares “ Dio della guerra “ ha attaccato la città di Atene, ed essendo responsabile di innumerevoli atrocità passate, se aiuterà la dea, questi gravi atti gli verranno perdonati e i suoi incubi ricorrenti potranno cosi scomparire definitivamente.

Nato come uno dei generali più forti dell’esercito di Sparta, Kratos si ritrovò a dover affrontare un orda barbarica di proporzioni bibliche. Portato quasi alla morte, egli volse una preghiera al dio della guerra Ares, il quale intervenne nella battaglia a suo favore, in cambio della sua anima. Ares stermino così i Barbari, il tutto mentre le Arpie venute dagli inferi legavano le spade del chaos ai polsi di Kratos che servendosi di esse, decapitò il Re Barbaro, diventando da quel momento il flagello di Ares.

Una notte, mentre sterminava una cittadina Ateniese e nonostante l’ammonimento di un oracolo, Kratos fece irruzione in un tempio per massacrare i sacerdoti di Atena. In quel momento Ares teletrasportò la moglie e la figlia di Kratos nel tempio, ed egli per errore pose fine alle loro vite. Disperato per il gesto appena compiuto, Kratos cremò i corpi della moglie e la figlia, ma per punirlo, l’oracolo del villaggio trasferi le loro ceneri sulla pelle dello spartano, facendo diventare la sua pelle bianca come la cenere; fatto che gli garantì il soprannome di Fantasma di Sparta.

Intrapresa una vendetta spietata contro gli dei con l’aiuto di Atena, Kratos uccise Ares prendendone il posto e diventando a sua volta il “Dio Della Guerra “. Non venendo ricompensato come promesso, con il crescere dei suoi incubi e della rabbia che lo contraddistingue, attraverso l’aiuto dei titani Kratos decide di fare luce sul suo passato e sterminare tutti gli dei, dando vita ad un’impresa memorabile che lo porterà a scoprire - attraverso la madre - la verità sul proprio padre e fratello.

Tradito dagli Dei e tradito dai titani, con l’aiuto del vaso di pandora riesce - forte anche della sua infinita rabbia - a uccidere suo padre Zeus e porre la parola Fine alla sua vendetta… o almeno cosi credevamo. Dopo i sette episodi usciti in varie salse, God of War torna sul mercato a cinque anni di distanza, con le aspettative alle stelle.

Il cambio di direzione adottato da Santa Monica per il franchise God Of War era palese sin dai primi filmati di gioco, ma mai ci si sarebbe potuto aspettare tanto, partendo dal vorticoso cambiamento eseguito sull'ambientazione. Passato da quella greca a quella norrena, l’intera avventura si è tinta di un aspetto molto più profondo e desolante.

God Of War è profondamente cambiato rispetto agli esordi e non in maniera parziale o superficiale come era auspicabile, bensì ha subito un completo trattamento a partire dalle sue fondamenta. Il gioco comincia con Kratos e suo figlio Atreus intenti a recitare un rito funebre; a spegnersi lentamente è stata la “signora Kratos” che come ultimo desiderio ha chiesto lo spargimento delle proprie ceneri dalla cima più alta dei nove regni.

Parte così l’avventura, con i due protagonisti lanciati in una battuta di caccia al cervo, utile anche a Kratos per riuscire a rendere maggiormente responsabile Atreus e farlo diventare un “vero uomo”. Il rapporto tra i due è molto freddo, dove lo spartano pur provando un profondo amore per il figlio, non è all’altezza di dimostrarlo.

Kratos non sembra più quello visto in Grecia, dimostrando un carattere maggiormente saggio e pacato. Sia chiaro, il suo spirito combattivo è ancora li, ma questa volta è pienamente sotto controllo: la rabbia non lo controlla più... ora è lui a controllare lei.

Raggiunto questo stato di saggezza, Kratos cerca il modo migliore di insegnare al figlio a comportarsi in maniera più riflessiva e non avventata, perché le scelte azzardate possono portare alla morte.

Atreus non sa nulla del passato del padre, lo crede un guerriero e un essere umano come tanti altri; lui non cerca risposte, ma vuole soltanto trovare un modo di compiacere suo padre, dimostrargli che lui è un guerriero valoroso proprio come i suoi genitori.


God of War, recensione PlayStation 4

Che Il Viaggio Abbia Inizio

Tornati dalla battuta di caccia, Kratos riceve la visita di uno sconosciuto, un tizio che sembra conoscere il suo passato e non si esime dallo sbatterglielo in faccia, provocando la reazione rabbiosa di Kratos che si lancia immediatamente nello scontro.

Il primo approccio al nuovo sistema di combattimento è ottimo, in linea con la tendenza videoludica di questa generazione. Kratos adesso è più strategico e non basterà più schiacciare quadrato o triangolo a ripetizione per averla vinta. Gli attacchi dovranno essere calcolati nei minimi dettagli, alternando parate, schivate ed attacchi veloci o potenti. Il nuovo combat system funziona alla grande, con il tasto R1 utile per sferrare colpi velocissimi e il tasto R2 con cui invece colpire in maniera più potente, ma lentamente. Al tasto L1 è stata assegnata la parata e, in combinazione con quadrato o triangolo, saremo in grado di utilizzare una delle due skill a nostra disposizione; queste, insieme ad altri dettagli, lasceremo che siate voi stessi a scoprirli lungo il gioco.

Terminato il combattimento, il nostro viaggio alla scoperta di Midgard ripartirà ed insieme a questo sarà ancor più comprensibile il cambiamento avvenuto alla serie attraverso la crescita del personaggio.

Uccidendo i nemici e completando le missioni si guadagneranno punti esperienza e argento. I primi ci permetteranno di sbloccare nuove mosse e abilità, mentre i secondi abbinati a materiali che riceveremo aprendo forzieri e sconfiggendo nemici, ci permetteranno di acquistare i livelli successivi delle nostre skill runiche e creare nuove armature che a loro volta, tramite appositi castoni, aumenteranno esponenzialmente la crescita delle caratteristiche relative all' attacco, difesa, fortuna, arti runiche e altro. No, non è un gioco di ruolo… ma insomma!

Lungo la mappa di gioco sono disseminati alcuni oggetti leggendari utili ad incrementare le abilità, spingendo dunque il giocatore in un viaggio alla scoperta del mondo virtuale come i più classici open world.

Attraverso la scoperta di questi luoghim faremo la conoscenza di alcuni personaggi, fra cui due fabbri - fratelli a dir la verità - molto diversi fra loro; posti in vari luogo del regno, questi ci torneranno utili per acquistare armature, potenziare abilità e acquistare delle arti magiche, senza dimenticare di assegnarci quest secondarie per ottenere oggetti speciali.

Sarà possibile potenziare anche Atreus, seppur in maniera limitata, in modo da renderlo più efficace come aiutante per i combattimento che saremo chiamati ad affrontare o per sbloccare determinate situazioni.


God of War, recensione PlayStation 4

Vasto si, dispersivo no

La mappa del nuovo God Of War, per la prima volta risulterà la più vasta e meno lineare di sempre.

I nove regni saranno per gran parte esplorabili e le missioni secondarie, insieme alla raccolta di collezionabili, saranno sufficienti a garantire una ventina di ore bonus dopo il completamento delle quest principali, le quale si aggira intorno le quaranta ore di gioco.

L’esplorazione - se vogliamo essere pignoli - sarà fondamentale, ma assolutamente NON necessaria. Unico punto a sfavore della nuova avventura e la misera presenza di boss fight che, al contrario di quanto succedeva in passato, è tendenzialmente “povera”.

I boss che andremo ad affrontare saranno una manciata, ma per fortuna troveremo una missione secondaria – di cui non proferiremo parola – utile a colmare in parte questa mancanza.

L’impatto visivo del nuovo lavoro dei Santa Monica è a dir poco stupefacente, specie se avete a disposizione una PlayStation 4 Pro e una TV con tecnologia 4K e HDR. Una delle parti che sembra esser stata maggiormente curata in fase di realizzazione è data dalle final move, conosciute anche come Quick Time Event (QTE), dove sarà possibile ammirare le smorfie rabbiose di Kratos divinamente realizzate e capaci di sfiorare addirittura il fotorealismo.

Con cali di frames minimi, se non assenti, God of War per PlayStation 4 detta senza ombra di dubbio nuovi standard grafici da dover battere, salendo sul podio del vincitore, almeno sul piano tecnico.


Commento Finale

God Of War vince e convince, andando a bilanciare delle carenze in termini di interazione ambientale, un numero non proprio esaltante di boss fight e un sistema di crescita del personaggio migliorabile, con degli standard qualitativi e tecnici incredibili.

Il titolo Santa Monica disintegra la maggior parte degli standard grafici raggiunti in questa generazione, ponendoci davanti ad un opera sontuosa e profonda come non succedeva da tempo.

Quello che il nuovo Kratos, insieme al figli Atreus si trovano davanti, è un lungo viaggio in una terra fredda e profondamente ricercata; l’ambientazione norrena si sposa perfettamente con l’essenza di questo nuovo capitolo e per nulla al mondo avremmo voluto non fosse cosi.

Il team di Santa Monica ci consegna un vero e proprio miracolo videoludico, senza ombra di dubbio il migliore della serie God of War.

Voto Globale
97
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