Dragon Ball Super: Broly, recensione del Film
Dragon Ball Super: Broly, recensione del Film
Roba da Super Sayan

Dragon Ball Super: Broly, recensione del Film

Un film caldamente consigliato a tutti i fans della serie



I Saiyan sono una razza guerriera del pianeta Vegeta, costantemente impegnata a conquistare altri pianeti al fine di rivenderli per conto del malefico Re Cold, capostipite della famiglia di tiranni galattici più temuta dello spazio.

Il passaggio di testimone per il comando a Freezer, figlio di Re Cold, non sarà gradito ai Saiyan, innescando così una serie di eventi che vedrà coinvolti i veri protagonisti del film.

Re Vegeta, signore dei Saiyan, scoprirà ben presto l'esistenza di Broly, un neonato dal livello di forza superiore a quella di suo figlio Vegeta e ne ordinerà l’esilio sul pianeta Vampa per ovvi motivi, dichiarando però che dovrà dimostrare di riuscire a cavarsela da solo vista la forza di cui è dotato.

Il padre di Broly, Paragas, capisce il vero motivo dell'allontanamento di Broly e lo raggiunge sul pianeta Vampa. Nel frattempo, Freezer inizia a non vedere di buon occhio i Saiyan, soprattutto per alcune leggende relative a guerrieri prescelti che potrebbero rovesciare il suo impero: il Super Saiyan e il Super Saiyan God.

Bardack è l'unico dei Saiyan a intuire che Freezer potrebbe sbarazzarsi di loro da un momento all'altro e per evitare tale sorte al figlio Kakaroth, lo spedisce sulla Terra. Freezer ordina quindi ai vari guerrieri in missione di ritornare sul pianeta Vegeta, in modo da poterli uccidere tutti in una volta con la distruzione del pianeta.

41 anni più tardi, alcuni soldati del nuovo esercito di Freezer si recano sul pianeta Vampa e trovano Paragas e Broly ancora vivi e decide quindi di accogliere i due Saiyan per potenziare il suo esercito e attaccare la Terra, obbiettivo utile per il recupero delle Sfere del Drago e desiderare di diventare più alto.

Una volta giunti sulla Terra, Broly e Paragas si ritrovano di fronte Son Goku e Vegeta, originando uno scontro che permetterà a Broly di superare i suoi limiti.


Dragon Ball Super: Broly, recensione del Film

Kame-hame-ha!

Discussa a grandi linee la trama di Dragon Ball Super: Broly e più in generale la storia della serie Z di Dragon Ball, è possibile posizionare quanto narrato in questo reboot dopo lo scontro avvenuto con Majin Bu.

Goku (in origine Kakaroth) riceve la visita nientemeno che dal Dio della Distruzione Beerus il quale lo spinge a superare i propri limite e arrivare allo stadio di Super Saiyan God, livello successivo al Super Saiyan di terzo livello, distinto da capelli di colore blu.

La pellicola darà un senso in più alla nascita di Goku e compari, facendoci addirittura conoscere la madre del nostro amico Saiyan, chiamata Gine. Un passaggio quasi fondamentale che aiuterà a comprendere meglio l’origine della personalità mite e dolce del nostro guerriero preferito.

Tecnicamente il film è davvero ben fatto, con animazioni al passo coi tempi nonostante si sia cercata una certa coerenza con la saga “Z”. Come riportato dagli stessi autori: “Essendo il primo film della serie Super, abbiamo deciso di rinnovare il design dei personaggi della serie televisiva.” In effetti alla vista si ha un’impressione più pulita dei personaggi oltre che dei tratti più distintivi rispetto al passato.

Il doppiaggio, diretto da Andrea Ward (fratello di colui che disse “Al mio segnale scatenate l’inferno” ne Il Gladiatore, ovvero Luca Ward – NdR), è davvero di altissimo livello. Tutti i doppiatori mettono davvero il massimo nel dare la giusta credibilità ai vari personaggi.

Menzione d’onore a Mario Bombardieri (Broly), Claudio Moneta (Goku) e Gianluca Iacono (Vegeta), ma complimenti sentiti a tutto il cast. In particolare ci sentiamo di fare i nostri complimenti a Francesca Bielli che nel dare la voce alla madre di Goku, è riuscita a donare il giusto tono dolce “estraneo” ai Saiyan.

Come non citare poi il sempiterno Pietro Ubaldi nel ruolo di Re Vegeta e pure Emanuela Pacotto che porta una fantastica Bulma in grande spolvero? Giusto ricordare che si tratta anche della doppiatrice di Nami in One Piece ma la potete sentire anche in altre produzioni quali Resident Evil, Assassin’s Creed, Diablo 3 e Skyrim.


Dragon Ball Super: Broly, recensione del Film

Risultato pregevole

Dragon Ball Super: Broly scorre abbastanza fluido ma, va detto, si perde un po’ nei combattimenti. La trama si snoda in pochissimo tempo e il resto è un infinito scontro fra titani. Nulla di non prevedibile per carità però un qualcosina in più al plot lo si poteva dare anche solo per delineare maggiormente il personaggio di Broly che, nonostante faccia bene la sua figura, poteva sicuramente dare di più.

La sigla, curata da Daichi Miura si intitola “Blizzard” è molto piacevole e ben curata nell’esecuzione. Citando il maestro: “Son Goku, Vegeta e Broly hanno tutti degli ostacoli da superare in questo film, e ciascuno di loro deve trovare il modo di farlo...la sigla l’ho realizzata partendo proprio dai loro sentimenti e ispirandomi al mondo ghiacciato che fa da sfondo alle loro battaglie. Nella nostra società contemporanea in genere siamo circondati da ogni tipo di informazioni, ciascuno di noi vive come sotto uno strato di ghiaccio...secondo me questo era un tema universale che in qualche modo univa i personaggi del film con la società attuale”. Il risultato è davvero pregevole e non deluderà nessun fan della saga.

Il film Dragon Ball Super: Broly è distribuito in Italia da Koch Media e sarà disponibile per la visione in sala a partire dal 28 febbraio 2019.


Commento Finale

Voto Globale
80
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