Dark Souls Remastered, recensione per PS4
Dark Souls Remastered, recensione per PS4
Torniamo a lodare il Sole

Dark Souls Remastered, recensione per PS4

A distanza di otto anni torniamo ad esplorare le opprimenti terre di Lordran. Prepariamoci a ripercorrere le origini di una trilogia che ha fatto scuola grazie a questa versione Remastered.



In questi ultimi anni ha preso sempre più piede un genere punitivo, con caratteristiche di trial & error, definito Roguelike; in particolar modo vi è un'ulteriore categoria di giochi definiti più propriamente Soulslike. Questo particolare modo di definire un’intera categoria videoludica deriva dall'aver preso in prestito delle meccaniche di gameplay, appartenenti ad una ben definita serie di titoli, capaci di aver segnato nel profondo l’esperienza di noi videogiocatori.

Il primo Dark Souls è nato dalla voglia di FromSoftware di portare anche su altre piattaforme uno stile di gioco ostico e volutamente punitivo quanto allo stesso tempo libero nell’esplorazione; uno stile di gioco utilizzato dagli sviluppatori in Demon’s Souls. Questo, per via dell’esclusività che tale gioco aveva con Sony, portò il team di sviluppo ad optare per una sorta di reboot - mettiamola così - con il quale poter accontentare tutta quella fetta di utenza che utilizzava solo PC o Xbox360.

Era il 2011 quando venne rilasciato Dark Souls e ora, a ben 8 anni di distanza, FromSoftware ritorna con una versione Remastered di questo primo, grandioso, capitolo. Sarà in grado la Remastered, che comprende anche il DLC, a rendere giustizia alla versione originale? Scopriamolo insieme.


Dark Souls Remastered, recensione per PS4

Lordran otto anni dopo... i suoi falò... la sensazione di inadeguatezza e il disagio...

Ancora una volta si ricomincia da quella cella. Ci si alza e ci si guarda intorno per poi uscire e iniziare a vagare di nuovo per i corridoi del Rifugio dei Non Morti in cerca di una via di uscita, della propria libertà, del riscatto di un’intera era. Il nostro eroe/eroina, che sia Guerriero, Ladro, Stregone o quant'altro,  ancora una volta si ritrova a dover affrontare orde di non morti, spiriti e demoni.

Sconfiggere il Demone del Rifugio e riavviarsi per le terre di Lordran ha ancora lo stesso fascino di un tempo. Tutto lo splendido level design che abbiamo imparato ad amare ai tempi della prima incarnazione di questo splendido capostipite, si spiega ancora nella sua magnificenza di fronte a noi.

Il Prescelto ha di nuovo modo di addentrarsi tra costruzioni medievali e lande fantasy lottando raccogliendo anime e, soprattutto, morendo più e più volte per poi tornare sui propri passi nel tentativo di recuperare le suddette preziose anime fulcro stesso della lore di gioco. Tutti i nostri amati NPC sono li dove li abbiamo lasciati con i loro dialoghi spesso eterei,vacui e impalpabili.

Dialoghi che allo stesso tempo rappresentano frammenti dispersi necessari per ricostruire la vicende celate tra le terre di Lordran. Fra la tetra sospensione che avvinghia l’aria pesante che si respira vagando per il mondo di gioco e la sensazione di disagio e forte inadeguatezza delle proprie capacità, ancora una volta ci viene richiesta una pazienza smisurata e un'attenzione quasi maniacale per tutto ciò che ci circonda e con cui entriamo in contatto.

Per chi conosce bene la saga si tratta di un rivivere emozioni forti e ricordare quanto fosse complessa la struttura di gioco rispetto ai capitoli successivi della saga, più spigolosa e meno raffinata nel suo insieme ma ancora capace di affascinare e trascinare nella sua bieca cattiveria. Chi invece si avvicina per la prima volta a questo capitolo può trovarsi spiazzato proprio da quanto è invece motivo di amore per i veterani, e questo per via del fatto che il gioco, pur essendo invecchiato discretamente bene, porta con sé proprio delle limitazioni alle meccaniche di gioco che sono via via andate perfezionate.

Non parliamo solo di meccaniche affinate nei due capitoli successivi, ma anche di aggiunte fatte al gameplay in titoli quali Bloodborne o Nioh. In Dark Souls la crescita del personaggio è da una parte macchinosa e lenta, dall’altra farmare non risulta sufficientemente impegnativo, soprattutto perché le routine di attacco dei nemici sono piuttosto semplici da imparare e, questo, lo sente ancora di più chi ricorda bene il titolo o per chi e avvezzo ai nuovi esponenti del genere. Il risultato è che ci si ritrova ben presto a fare fuori con una discreta facilità un numero spropositato di nemici in poco tempo facendo così crescere il personaggio senza troppi pensieri.

Con questo non si può comunque dire che il gioco risulti semplice, ma solo che con il passare del tempo le migliorie fatte nella saga hanno fatto in modo che risulti meno “fresco” seppur sempre relativamente ostico. Interessanti le novità introdotte che riguardano perlopiù il comparto online che può ora contare su server dedicati - ai tempi si andava di peer to peer - e sull’introduzione di una modalità Arena, nonchè di un aumento del numero di giocatori che possono partecipare ad una stessa sessione di gioco arrivando, ora, fino ad un massimo di sei quando precedentemente il numero massimo era di quattro.



Dark Souls Remastered, recensione per PS4

Finalmente la stabilità

Con questa Remastered il team di Virtuos ha finalmente reso possibile muoversi per lo splendido, e cupo, mondo di gioco ideato dalla mente del geniale Miyazaki con tutta la maestosità dei 60 fps. Dimenticate i pesanti cali di frame rate che affliggevano le vecchie versioni di Dark Souls e che, in parte, contribuivano a rendere difficilissima la progressione di gioco.

Ora tutto fila liscio su ogni piattaforma con una stabilità granitica che è un vero piacere per gli occhi. Le texture sono state semplicemente aumentate di definizione e non tutte ridisegnate, questo in parte è un vero peccato poiché in alcuni frangenti è possibile notare elementi molto dettagliati e rifiniti, e in altri parti di mura - ad esempio - completamente sgranate.

Queste differenze sono figlie di un attenzione solo minima verso un motore di gioco che, purtroppo, mostra tutti i segni della sua età e a cui si sarebbe dovuto mettere mano in maniera almeno un po’ più convinta. Alcuni scorci risultano davvero un po’ troppo desolati e scarni proprio per la ovvia povertà poligonale.

Discorso diverso si può e si deve fare parlando del sistema di illuminazione che, invece è stato rivisto e decisamente migliorato e che ora mostra ombre dinamiche degne di questi tempi, così come anche i particellari che risultano molto buoni. Sulle console versione “potenziata” e su PC la risoluzione può essere portata fino a 4k però upscalato.


Commento Finale

Tornare ad errare per le terre di Lordran accendendo falò qua e là portando con sé il fardello dell’umanità ha ancora tutto il suo fascino primordiale. Un’avventura cupa e opprimente da vivere con pazienza e dedizione tra sconforto e disagio, specie per le numerose dipartite causate da un gameplay ostile e punitivo che ha dato il via ad un vero e proprio filone videoludico.

Chi si avvicina per la prima volta a Dark Souls troverà un ambiente straniante e sospeso che lo avvolgerà e lo trasporterà sempre più in un vortice di imprecazioni ed odio e potrà, al contempo, godere di un level design complesso e appagante, figlio del genio di Miyazaki, oltre che di una lore complessa, ricercata e ben strutturata.

Chi invece conosce già il gioco o è stato vaccinato al genere da prodotti più attuali, come ad esempio Nioh, potrebbe risentire dello stato immaturo - per i giorni nostri - del gameplay e dei pattern d’attacco tutto sommato ormai abbastanza lenti e legnosi. Le novità introdotte nel comparto online possono essere una buona aggiunta al gioco ma forse più interessante per i neofiti che non per chi nel 2011 ha spolpato fino in fondo Dark Souls.

Il comparto tecnico non aiuta a fare decollare questa Remastered che gode si del piacere della stabilità dei 60 fps, ma che solo in parte è stato curato a dovere. La resa generale a schermo risulta altalenante per via dell’età del motore grafico che, inutile dirlo, mostra la sua povertà poligonale. Un vero peccato dato che, in ogni caso, Dark Souls è uno di quei titoli che dovrebbe essere giocato a prescindere.

Voto Globale
77
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