Close to the Sun, recensione
Close to the Sun, recensione
Avventura Horror Italiana

Close to the Sun, recensione

Disponibile l’ultima fatica di un altro studio italiano: Storm in a Teacup. Come se la saranno cavata gli sviluppatori nostrani con questa avventura dalle tinte Horror?



Close to the Sun Scheda

  • Data PAL: 02.05.19
  • Genere: avventura
  • Giocatori: 1
  • PEGI: 18
  • Disponibile su: PC
  • Produttore: Wired Production
  • Sviluppatore: Storm in a Teacup

Storm in a Teacup è un modo di dire inglese che si può tradurre in italiano come “tanto rumore per nulla”. E in effetti, almeno in questo caso, l’espressione utilizzata dal team Italiano già responsabile di Enki, Lantern e N.E.R.O. come nome dello studio di sviluppo, risulta particolarmente azzeccata.

Diciamo subito che il titolo in questione è attualmente disponibile unicamente sulla nuova piattaforma di distribuzione di Epic e che questa scelta ha fatto borbottare più di un giocatore ma, in ogni caso, non siamo qui a discutere di questo tipo di scelte commerciali: semplicemente riportiamo il fatto in sé.

Close to the Sun è un altro piccolo passo verso lo sviluppo di un mercato videoludico di stampo italiano sempre più in fermento ma, forse, alle volte si sente ancora un che di acerbo nelle produzioni nostrane. Ma procediamo con calma e andiamo ad analizzare l’ultima fatica di Storm in a Teacup.


Close to the Sun, recensione

In nome di Icaro

Icaro, come tutti sappiamo, si avvicinò troppo al sole sfruttando le ali che il padre Dedalo fabbricò per entrambi e attaccò alle loro schiene con la cera cadendo così in mare e morendo. Probabilmente per questo motivo la storia di Close to the Sun narra di un’altra storia ambientata su di una ben più sicura nave. In realtà vi è un un certo parallelismo narrativo tra la vicenda raccontata nel titolo di Storm in a Teacup e la storia di Icaro e, anche la nave sulla quale ci troviamo a vivere l’avventura così tanto sicura in fondo non è.

Tutto inizia con una lettera che viene recapitata a Rose, una giornalista che ha una sorella di nome Ada, mittente della summenzionata lettera. Ada è una donna di scienza che è stata chiamata a lavorare, assieme alle migliori menti del pianeta, su di una nave dalle dimensioni a dir poco impressionanti e varata con l’iconico nome di Helios. Siamo nel 1897 ma si tratta di una visione alternativa di quel periodo; un mondo in cui Nikola Tesla non è morto da solo e in povertà ma al contrario è famoso e estremamente ricco. Sua infatti l’idea di quella nave sulla quale i migliori scienziati al mondo lavorano spalla contro spalla per il miglioramento dello stesso. Anche in questo scenario alternativo, però, Nikola Tesla deve affrontare il suo acerrimo rivale Thomas Alva edison, il quale cerca in ogni modo di screditare il lavoro del celebre scienziato serbo con l’ausilio di spie infiltrate.

Qualcosa però sfugge al controllo e sulla Helios accade l’impensabile e da qui la missiva di Ada a sua sorella Rose che immediatamente parte per raggiungere l’abnorme nave in cerca di indizi per capire quanto realmente accaduto a bordo di essa.

Hybrid Theory           

Close to the Sun si presenta come una sorta di walking simulator dalle tinte horror con elementi di puzzle solving sparsi qua e là che permettono, una volta risolti, di progredire con la storia. Per la verità però la trama si perde un po’ in sé stessa lasciando spesso il giocatore a chiedersi che ne è di quanto accaduto precedentemente, questo è un vero peccato dato il potenziale narrativo che nomi come Tesla ed Edison sono in grado di offrire e dall’atmosfera generale del gioco.

Avanzare per la Helios riesce infatti a rendere bene il senso di smarrimento e angoscia ma, questa inizialmente ottima sensazione si va via via perdendo a causa di un crescendo che cozza un po’ con la parte iniziale del titolo. Close to the Sun inizia infatti con silenzi dilatati spezzati da alcuni ben distribuiti jumpscare che purtroppo con il tempo iniziano a non essere più così spaventosi e, se è vero che un titolo troppo centellinato rischia di diventare noioso, è anche vero che un eccessivo cambiamento di rotta rischia di snaturare l’esperienza emotiva di gioco. Quattro ore o poco più per completare Close to the Sun sono un po’ poche, si può arrivare a circa sei ore se si vuole far i completisti e raccogliere tutti i collezionabili distribuiti per i capitoli ma, come detto, la narrazione si appoggia pesantemente su sé stessa non offrendo scelte decisionali che possano influire sull’andamento della storia, pregiudicando inoltre la rigiocabilità del titolo.

Gli enigmi che ci troviamo a dover affrontare non sono mai realmente impegnativi ma troviamo bilanciata la scelta fatta in favore di una più lineare esperienza narrativa. I programmatori di Storm in a Teacup hanno evidentemente amato Bioshock (come dar loro torto? -NdR-) tanto da riprendere a piene mani molto dell’ambientazione, e non solo, dato che persino lo stile e i caratteri utilizzati per dar nome ai dieci capitoli che compongono la storia ricordano quelli dell’inquietante avventura vissuta a Rapture.



Close to the Sun, recensione

Ti vedo e ti sento bene

Close to the Sun sfrutta l’Unreal Engine 4 e lo fa piuttosto bene regalando (in realtà barando un po’ con l’illuminazione -NdR-) una quasi perfetta stabilità di frame rate. Il contrasto luminoso riesce a creare la giusta atmosfera di incertezza e inquietudine e la renderizzazione è in generale molto buona anche se si può notare in alcuni casi un calo nella cura di alcune ambientazioni di gioco. Il level design è ben strutturato e riesce, nonostante la linearità intrinseca del titolo, a dare il giusto respiro al giocatore donando la sensazione di avere di fronte scenari più ampi di quanto siano realmente.

Il doppiaggio è davvero ben fatto e inoltre disponibile in lingua italiana anche se, a dirla tutta, in inglese è possibile apprezzare una recitazione di un livello un poco superiore. Ottimo lavoro anche per l’accompagnamento sonoro che, assieme al succitato comparto grafico, contribuisce egregiamente alla creazione della giusta atmosfera.

REQUISITI MINIMI

  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i5 o AMD FX 2.4GHZ
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX serie 7 o AMD Radeon R9 da 3GB
  • Memoria: 8GB di RAM
REQUISITI CONSIGLIATI
  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i7 o AMD Ryzen 7
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1060 o AMD RX 470
  • Memoria: 8GB di RAM

Commento Finale

Close to the Sun è un gioco ambizioso che, al netto di una componente artistico-tecnica di impatto, soffre di un plot narrativo un po’ troppo inconcludente oltre che di una longevità un po’ troppo bassa figlia, anche, della mancanza di motivi di qualunque tipo che possano spingere il giocatore a rivivere l’avventura alla ricerca di un finale alternativo.

Un vero peccato poiché gli spunti narrativi offerti dalla storica disputa tra due personaggi con sì tanto carisma come Nikola Tesla e Thomas Alva Edison potevano davvero essere molti e meglio integrati.

In un certo senso quest’ultima fatica di Storm in a Teacup ricorda Silent Hill: Shattered Memories di Climax Studios in quanto, anche in Close to the Sun, non è possibile combattere ma solo fuggire quando richiesto. Purtroppo però la struttura narrativa del prodotto di stampo italico non raggiunge lo stesso spessore. Come detto in apertura: Storm in a Teacup ovvero un polverone alzato - quasi e purtroppo - per nulla.

Voto Globale
65
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